A Giardini Naxos il molo si trasforma con la street art Nuova opera di Bucchi «per chi in barca affronta l’ignoto»

«Il titolo è tutta l’opera e già la racconta. Per vivere si muore è dedicata al coraggio degli uomini che salgono su una barca e affrontano l’ignoto». Suona come un aforisma il nome dato all’opera monumentale di arte pubblica che l’artista romano Danilo Bucchi sta realizzando in questi giorni al porto di Giardini Naxos per la nona edizione di Emergence Festival, il Festival Internazionale di Interventi Urbani che vede il patrocinio del Comune di Giardini Naxos.

Attenzione a non cadere nel cliché della politica però. «Non affrontiamo il tema in chiave politica», sottolinea l’autore del murales, di poche parole perché convinto che «l’artista meno parla del proprio lavoro e meno lo rovina». Il messaggio che vuole lanciare è che «noi italiani non lasciamo la gente morire dentro l’acqua. E sia chiaro, visto che ne abbiamo viste di cotte e di crude in questo periodo».

Il progetto dell’associazione culturale Emergence, guidata da Giuseppe Stagnitta, vuole trasformare il molo che deturpa la baia in un vero e proprio monumento del XXI secolo, attraverso un’opera contemporanea basata sull’idea del riciclo. Una struttura pubblica che continuerà a essere utilizzata come molo di approdo per le barche, facendola rivivere come opera d’arte e rendendo il monumento un simbolo della cittadina turistica.

«La mia arte non parla di politica, ma si concentra maggiormente su un messaggio di vita e del coraggio di vivere», ribadisce ancora Bucchi, da giovedì scorso all’opera insieme agli studenti di pittura dell’Accademia delle Belle Arti di Catania. «I ragazzi sono entusiasti di lavorare con un artista come lui – aggiunge Stagnitta – hanno fatto delle ricerche e porteranno a visitare l’opera le classi di pittura, per vedere come stiamo lavorando». Sono quattro i ragazzi che stanno affiancando Bucchi nella realizzazione dell’opera, preparando i fondi e dando assistenza all’artista: Enrico Liuzzo, Mirko D’Antoni, Felice Agozzino e Stella Marco. 

Bucchi sta interagendo con l’opera già esistente realizzata da Boris Hoppek nel 2017 durante il G7 di Taormina, il Negritos che rappresenta uno schiavo di colore. L’intervento di Bucchi, che sarà parzialmente visibile già tra il 15 e il 18 novembre, ha l’ambizione di creare un racconto narrativo attraverso i personaggi rappresentativi del suo lavoro segnico che tenteranno di salvare il Negritos in mare.


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