Riforma Ato idrici promossa dalla commissione Ambiente Governo accelera sul nuovo testo e provoca opposizioni

Il nuovo testo della riforma degli Ato idrici corre veloce per le vie dell’iter burocratico che dovrebbe portarlo al voto dell’Assemblea regionale siciliana, spinto soprattutto dal vento della maggioranza. Una corsa che però rischia di finire impantanata proprio per la fretta. Stamattina il testo è passato con voto a maggioranza dalla commissione parlamentare Ambiente e Territorio, penultima tappa prima dell’approdo in sala d’Ercole. «Avevo chiesto di aprire un dialogo sull’Ato unico, ma la presidente ha tagliato corto, sapendo di avere la maggioranza e l’ha fatta passare», dice a MeridioNews Giampiero Trizzino, deputato pentastellato e membro della commissione, che aveva espresso non poche perplessità nei confronti dell’istituzione prevista dalla nuova norma di un organismo regionale al di sopra dei nove ambiti territoriali. Istituzione che era il perno della precedente riforma, tanto lavorata e poi abbandonata nei giorni scorsi, e che ora è una delle poche novità sopravvissute nella riscrittura. 

«In aula faremo gli interventi correttivi», continua Trizzino, anche se ancora il testo deve passare l’esame della commissione Bilancio, cosa che fa slittare la discussione almeno di due o tre settimane. Discussione che non si prospetta semplice. Già il presidente dell’Assemblea Gianfranco Miccichè aveva esortato i deputati a discutere eventuali modifiche su temi estremamente tecnici per evitare bagarre in aula, un invito non recepito nel caso della riorganizzazione del sistema idrico, che adesso è atteso al varco da un’opposizione piuttosto agguerrita.

«È scattato il richiamo della foresta del centrodestra verso tutti i suoi deputati – commenta il capogruppo del Pd Anthony Barbagallo – I gestori privati in giro per la Sicilia hanno trovato sponda in questo scorcio di legislatura per modificare lo status quo. Lo abbiamo detto in tempi non sospetti e lo riaffermiamo con forza oggi: siamo contrari a operazioni di questo genere, l’acqua e il settore idrico sono e devono restare di competenza pubblica. Il Pd ne fa una battaglia politica e di principio e farà le barricate in commissione Bilancio prima e in aula poi. È inaccettabile».


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