Timpa di Leucatia, una gita per riscoprirla La guida: «Terrazza panoramica su Catania»

Una gita domenicale per riscoprire la Timpa di Leucatia, polmone verde cittadino. Un’area poco nota ai catanesi, caratterizzata dalla presenza dell’antico acquedotto benedettino e dalle «enormi potenzialità turistiche, purtroppo non sfruttate». Ad organizzare l’escursione Etna ‘ngeniousa, associazione che da anni si occupa di valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico di Catania e dintorni. «La Timpa è una vera e propria terrazza panoramica sulla città, il cui valore geologico è unico, per via delle sorgenti d’acqua» spiega Matilde Russo, responsabile dell’associazione che propone la tappa del 17 marzo nella periferia nord di Catania a conclusione di un tour che nelle scorse settimane ha toccato vari peasi pedemontani. «Siamo già stati a vedere gli antichi acquedotti di Belpasso, Paternò e Santa Maria di Licodia. Giorno 22 marzo sarà la Giornata mondiale dell’acqua, ed è a questo elemento che dedichiamo il tour». Partendo alle nove del mattino da piazza Michelangelo a Catania, con un contributo di pochi euro i volontari accompagneranno in un percorso «semplice e accessibile a tutti» i partecipanti alla scoperta di un angolo di pace all’interno della città caratterizzato, oltre che da una fitta vegetazione,  anche da una scarsa manutenzione.

«Si accede alla Timpa da un semplice sentiero fangoso, per percorrerlo è consigliabile indossare degli stivali. Purtroppo ad occuparsi della sua manutenzione sono solo alcuni naturalisti volontari» spiega Russo. I comuni su cui il terriorio della Timpa ricade, ovvero Sant’Agata Li Battiati e in parte Catania, «non si occupano molto della zona – continua Russo – Lo scorso anno anzi Legambiente aveva accusato una potatura eccessiva degli alberi, ma per fortuna la vegetazione si è già ripresa» precisa la guida naturalista.

Ma oltre alla riscoperta della natura, l’aspetto storico è in primo piano. «L’acquedotto benedettino serviva tutta la città, sia per uso civile che irrigando i giardini, arrivando sino al Monastero dei Benedettini in piazza Dante» spiega Russo. E resti dell’antica costruzione, oltre che in via Leucatia, sono visibili anche in parte del parco Gioeni e in via Caronda.

Vicino alla Timpa, e tappa dell’escursione di domenica, anche la grotta di scorrimento lavico Petralia, una delle più famose ed estese in Sicilia. Anche questa parte del percorso è semplice da percorrere, perché «è necessario solo indossare un caschetto di protezione, senza imbragature», spiega la naturalista. Ma la grotta, facilmente accessibile da via Leucatia, è unica nel suo genere soprattutto perché «al suo interno sono state ritrovate testimonianze dell’età del bronzo». Altre testimonianze sono invece periodicamente oggetto di mostre tematiche, come una appena conclusasi al museo archeologico di Catania, all’interno della ex manifattura tabacchi di pizza San Cristoforo. «Ma le testimonianze sono ancora presenti all’interno della grotta» assicura Russo.

E dopo domenica, la prossima tappa per gli appassinati di storia cittadina di Etna ‘ngeniousa sarà il quartiere della Civita. Appuntamento per domenica 24 marzo, tra i vicoli del cuore storico di Catania, per recuperare anche qui il contatto con l’acqua, in questo caso marina. «Il tema del rapporto con il mare è molto importante in un momento in cui si parla di piano regolatore portuale e del destino degli archi della marina, con il progetto di raddoppio ferroviario che interesserà il centro storico» conclude Matilde Russo.


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