Scuola Cannizzaro a pezzi, l’odissea degli studenti «Palestre e sesto piano off limits, classi accorpate»

«Loro dicono che non ci sono soldi, ma è anche vero che sono stati sbloccati tanti finanziamenti per l’edilizia scolastica. Per noi niente oppure li hanno spesi male?». Giuseppe Ferlauto, rappresentante degli studenti all’Istituto tecnico industriale S. Cannizzaro di Catania, commenta con queste parole lo stato di inagibilità in cui verserebbero parti del plesso scolastico di via Pisacane. A sentire gli studenti, sembrerebbe che l’inagibilità persista per l’intero sesto piano dell’edificio, parte del secondo, entrambe le palestre, mezzo atrio e diverse laboratori. Una situazione che avrebbe già causato spiacevoli inconvenienti, come alcuni distacchi che in estate avrebbero interessato porzioni di copertura.

«Ci sono tante zone che sono inagibili – prosegue lo studente – e addirittura una palestra è inagibile da tre anni». Ferlauto si sofferma e racconta che «Lì il problema attiene alle cospicue e costanti infiltrazioni d’acqua che riducevano la palestra in un lago». L’anno scorso si era proceduto a un primo intervento di manutenzione che si pensava potesse risolvere definitivamente il problema, ma così non è stato. «Nell’edificio – prosegue – mancava la guaina protettiva esterna, e questo provocava ingenti infiltrazioni». Quando poi agosto sarebbero stati compiuti dei sopralluoghi, si sarebbe scoperto che «forse la guaina è stata posizionata senza rimuovere le cause dell’infiltrazione». Dunque intervento servito a poco o nulla. «Hanno solo peggiorato la situazione» attacca Ferlauto, in stato d’agitazione assieme a studenti con l’avallo, dicono loro, di preside e corpo docente. Fin dall’inizio delle lezioni sono state organizzate delle proteste, anche davanti l’ingresso del plesso scolastico: «Stiamo inseguendo la Città metropolitana da anni» (ente competente per la manutenzione della scuola, ndr).

Ancora più grave la chiusura del sesto piano e l’obbligato trasferimento o accorpamento delle classi a quelle dei piani inferiori. «Adesso – riporta ancora Ferlauto – viviamo nel caos perché abbiamo solo classi articolate e accorpate in base all’indirizzo».


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