Dissesto, approvato emendamento a legge regionale La prossima settimana il voto sul fondo di garanzia

Lo avevano chiamato Salva Catania, a questo punto l’ennesimo, per sostenere quanto fosse importante per le sorti del Comune in dissesto. E quando non era stato presentato in Sala d’Ercole, a Palermo, l’onorevole regionale del Partito democratico Luca Sammartino aveva parlato di un tradimento: «È evidente che siamo rimasti soli mentre la tua stessa maggioranza ha deciso di voltare le spalle a Catania», aveva scritto su Facebook rivolgendosi direttamente al sindaco Salvo Pogliese. Che aveva incontrato poco prima a Palazzo degli elefanti durante la riunione bipartisan voluta dal primo cittadino per parlare del default del municipio. Adesso, però, dalla commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana arriva l’emendamento che spalancherebbe al capoluogo etneo l’accesso al fondo di garanzia istituito dalla Regione per aiutare gli enti locali in dissesto e predissesto.

I soldi messi in campo serviranno per il pagamento degli stipendi e per gli oneri contributivi del Comune e delle partecipate e altro non sono che un’anticipazione di liquidità sui finanziamenti regionali futuri, da ottenere tramite gli istituti bancari. In altri termini: Palazzo degli elefanti chiede denaro alla banca, la banca glieli dà usando come garanzia i trasferimenti da Palermo che dovranno arrivare, fino a un massimo di 40 milioni di euro e da restituire entro cinque anni. La formulazione originaria della legge, pubblicata in Gazzetta ufficiale a dicembre 2018, parlava di somme erogabili nel corso dell’esercizio finanziario 2018, mentre l’emendamento approvato questo pomeriggio estende il periodo di tempo al biennio 2018/2019.

I fondi saranno distribuiti agli enti locali che hanno i requisiti per riceverli «in proporzione al numero degli abitanti». E, se è vero che Catania è la città più grande che sia mai andata in dissesto economico-finanziario, è vero anche che buona parte di quanto concesso da Palermo dovrebbe essere destinato proprio al capoluogo etneo. Che così non si salva certo, ma almeno ha la speranza di riempire di denaro disponibile le casse cronicamente piangenti. La prossima settimana, l’emendamento dovrebbe passare al voto dell’intera aula come collegato alla Finanziaria regionale.


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