Policlinico, archiviata inchiesta su indennità di risultato «Distribuzione premi criticabile ma nessun vantaggio»

«La distribuzione dei primi incentivanti nell’azienda ospedaliera Policlinico-Vittorio Emanuele, pur essendo criticabile sotto alcuni profili procedurali, non ha determinato l’attribuzione di ingiusti vantaggi a favore di alcun dirigente». Sono le parole con cui arriva definitivamente ai titoli di coda l’inchiesta della procura di Catania sulle indennità di risultato in ambito ospedaliero. Nel mirino degli inquirenti erano finite 15 persone, tra dirigenti amministrativi e tecnici, e un tesoretto da poco meno di un milione di euro destinato proprio al pagamento dei più meritevoli. In particolari per quanto riguarda le elargizioni distribuite nel 2014 per il biennio lavorativo 2011-2012

La vicenda, partita con un esposto a carico d’ignoti, aveva superato una doppia richiesta di archiviazione da parte degli uffici giudiziari di piazza Giovanni Verga. Così il caso, con il fascicolo affidato al magistrato Fabrizio Aliotta, si era allargato con un supplemento d’indagine di 120 giorni, richiesto dal capo dell’ufficio dei giudici per le indagini preliminari Nunzio Sarpietro. Oggi lo spartito racconta una storia diversa: «Le argomentazioni espresse dal pubblico ministero – si legge nel provvedimento – sono fondate e condivisibili». Decisiva nell’ottica dell’archiviazione una consulenza tecnica voluta dalla procura su input dello stesso Sarpietro. Sotto la lente d’ingrandimento l’operato degli uffici dell’azienda ospedaliera dal 2010 al 2016. Lo stesso che viene definito «criticabile sotto alcuni profili ma – puntualizza il giudice – in qualche modo scusabile riguardando una materia complessa».

Nel registro degli indagati erano finiti l’ex direttore generale Armando Giacalone e l’ex direttore amministrativo Giuseppe Di Pietro. Con loro anche Dario Letterio Daidone, ex consigliere comunale a Catania, poi candidato alle elezioni regionali sotto l’effige di Forza Italia. Quest’ultimo nel biennio finito sott’esame percepì poco più di 23mila euro. Ma il premio maggiore, 64mila euro, fu quello concesso a Caterina Ferrante, responsabile dell’unità operativa Risorse umane. A fronte di un’indennità media per i medici che in pochi casi superava i 1500 euro. Il nome di Daidone proprio nei giorni scorsi è tornato d’attualità dopo la nomina nel nucleo di valutazione da parte del sindaco di Catania Salvo Pogliese


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