Ancora incerto il futuro dei Cantieri Navali Fiom: «Servono le condizioni per il rilancio»

Non di sola cultura può vivere una città, nè tantomeno di turismo. Ecco perché il futuro dei Cantieri Navali di Palermo, a partire dalle aree date in concessione dall’Autorità portuale a Fincantieri, è stato al centro del confronto che si è svolto ieri sera a Villa Niscemi tra le organizzazioni sindacali di categoria Fim, Fiom e Uilm, il sindaco Leoluca Orlando e l’assessora al Lavoro Giovanna Marano. Le aree in questione riguardano quelle limitrofe alla banchina del porto, come le officine tubisti e meccanica, il bacino in muratura e i due pontili. Anche sul bacino da 150 mila tonnellate il sindacato ha chiesto di sapere cosa l’Autorità Portuale intenda fare per completare l’opera, per la quale sono stati già spesi, solo per la bonifica, oltre 25 milioni di euro.  

La Fiom ha chiesto di verificare le intenzioni di Fintecna (la società per azioni del gruppo Cassa Depositi e Prestiti … ndr) sulle aree della società all’interno del cantiere che confinano col porticciolo dell’Acquasanta e che comprendono l’ex magazzino generale di Fincantieri, recentemente abbattuto. Nel 2009 la stessa area, insieme all’ex Manifattura Tabacchi e alle aree limitrofe come la palazzina ex mensa e il dopolavoro, con l’attuale campo di calcio, dovevano essere destinate ad albergo di lusso, centro commerciale e parcheggi. Oltre quaranta ore di sciopero contro l’allora governo Cammarata hanno fermato il progetto (Prusst 63), garantendo la vocazione industriale di quelle aree. Infine è stato discusso anche dei bacini galleggianti di proprietà della Regione Siciliana, vicenda iniziata ai tempi del governo Cuffaro e oggi ancora non conclusa.

«Abbiamo chiesto al sindaco Orlando di farsi promotore di un tavolo che metta insieme tutte le istituzioni: Comune di Palermo, Autorità Portuale, Regione Siciliana e Fincantieri – dichiarano per la Fiom Cgil Palermo il segretario generale Angela Biondi e il componente di segreteria Francesco Foti – perché riteniamo indispensabile che le istituzioni creino condizioni concrete di rilancio e sviluppo del Cantiere Navale, unica grande realtà produttiva rimasta nel territorio. Quella sarà anche l’occasione per conoscere le reali intenzioni di Fincantieri sulla missione produttiva di Palermo, che ad oggi ci vede fortemente penalizzati rispetto agli altri cantieri del Nord». Durante l’incontro Orlando, che ha accolto le richieste delle organizzazioni sindacali, ha annunciato che il 18 aprile se ne terrà un altro presso l’Autorità Portuale, in vista di un successivo appuntamento con le altre istituzioni.


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