Cnr, anche a Palermo si illumina la ricerca Protestano i precari: «Subito stabilizzazioni»

Anche Palermo aderisce alla protesta nazionale dei precari del Consiglio Nazionale delle Ricerche: il centro di via La Malfa, occupato da sette giorni, è tra le 102 sedi del Cnr di tutta Italia che alle 18.30 si illumineranno grazie solo a delle candele accese dai ricercatori. Illuminiamo la ricerca è il titolo della manifestazione che cerca di accendere i riflettori sulla protesta dei ricercatori che chiedono di essere stabilizzati. 

Solo nella sede di Palermo i precari sono 140. In protesta da sette giorni, hanno occupato una saletta e nonostante tutto continuano a lavorare ai loro progetti perché amano quello che fanno e vogliono farlo bene, magari ancora meglio con qualche garanzia contrattuale in più. La percentuale di occhiali nella sala è molto alta, hanno le facce pulite e dei bei sorrisi e, inevitabilmente, anche delle belle teste, hanno passato lunghi anni sui libri eppure non hanno un lavoro stabile. 

Domani in Senato verrà votata la legge di bilancio che prevede anche la stabilizzazione dei precari grazie alla riforma Madia: una circolare che prevede la stabilizzazione del cosiddetto precariato storico della pubblica amministrazione tenendo conto degli interventi passati e definendo il quadro definitivo di come assumere i precari della pubblica amministrazione. La riforma impone anche il divieto di riproporre nuovi contratti di tipo precario per il futuro e consentirà solo le cosiddette collaborazioni genuine.

In bilico ci sono le menti migliori di Palermo e d’Italia, vale a dire quelle dei ricercatori del Consiglio Nazionale di Ricerca che ha 102 sedi dislocate in tutta Italia per un totale di 4500 lavoratori. «Noi chiediamo l’approvazione di un emendamento della riforma che stanzi la somma necessaria per la stabilizzazione di tutti i precari in questa legge di bilancio – dice Annalisa Pinsino, ricercatrice precaria di Palermo da quindici anni – Tutti dicono che la ricerca è importante, domani vedremo se c’è la volontà politica. Questo è il momento giusto per dare forza a questo emendamento Madia». 

L’occupazione di questi giorni – nel pomeriggio i ricercatori hanno ricevuto anche la visita del senatore di Mdp Articolo 1 Francesco Campanella – diventa anche ovviamente un modo per trovare soluzioni all’eterno problema del precariato. Nella saletta ci sono materassi gonfiabili, vassoi con pezzi di rosticceria, biscotti e thermos con del caffè, ma anche un babbo Natale regalatogli da un tecnico di laboratorio che gli ha augurato che per il prossimo Natale sia lui a portagli quello che più desiderano. In tanti propongono di mettere un banchetto a piazza Politeama, ma c’è chi non è d’accordo.

Discutendo tra di loro i 140 ricercatori palermitani che dormono al Cnr da sette giorni, cercano svariate soluzioni al problema. Una delle cose delle quali si discute è cercare di avere più visibilità e allora uno propone di mettere un banchetto a piazza Politeama per sensibilizzare l’opinione pubblica e un altro risponde «Io dopo anni e anni passati sui libri mi vergogno di fare banchetti in piazza», gli altri gli fanno capire che è solo un modo per rivendicare i propri diritti e così anche lui si convince. 


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Da sette giorni, i ricercatori hanno occupato una sala per chiedere maggiori garanzie contrattuali. È previsto per domani, infatti, il voto sulla legge di bilancio che prevede il passaggio a tempo indeterminato grazie alla riforma Madia: «Chiediamo che sia approvato un emendamento che stanzi somme per salvaguardare anche noi»

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