Campobello di Licata, vietati i funerali del boss Il Tribunale lo aveva definito non più pericoloso

Per i giudici non era più socialmente pericoloso, ma il suo passato avrebbe potuto fare da richiamo, per esponenti malavitosi decisi a tributargli un ultimo riconoscimento per i suoi trascorsi da capomafia

È questo il motivo che ha portato il questore di Agrigento, Maurizio Auriemma, a vietare i funerali di Ignazio Accascio, boss 77enne di Campobello di Licata deceduto negli scorsi giorni. Le esequie, in un primo tempo, erano stati organizzati per questo pomeriggio nella chiesa dell’Immacolata.

Accascio era stato arrestato nel 2006, nell’ambito dell’operazione Ghost 2-Saraceno e in seguito condannato in via definitiva a dieci anni. Pena che il boss aveva finito di scontare l’anno scorso e a cui era seguita la misura cautelare della libertà vigilata, poi successivamente revocata con il Tribunale di Agrigento che aveva accolto la richiesta dei legali del 77enne, motivando la decisione con la venuta meno della pericolosità sociale dell’anziano. 

In quell’inchiesta, che disarticolò la cosca operante a Campobello di Licata, fu arrestato anche l’allora sindaco Calogero Gueli. Il primo cittadino venne accusato concorso esterno in associazione mafiosa. Per tale reato venne condannato in primo grado a 14 anni, per poi essere assolto in secondo grado. Secondo l’accusa, Gueli aveva operato con l’intento di favorire la cosca guidata proprio da Accascio.


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