Coop Sicilia, azienda annuncia chiusure ed esuberi Sono 34 i lavoratori finiti in mobilità nel Palermitano

Coop chiude i punti vendita di Casteldaccia e via Volontari del Sangue e mette in mobilità anche parte del personale impiegato nei negozi presenti nei centri commerciali Forum-Borgonuovo, e La Torre-Roccella. In tutto si tratta di 34 lavoratori. In particolare nel punto vendita La Torre il provvedimento riguarda dodici persone. Al Forum invece dieci. Nei negozi che chiuderanno i battenti il provvedimento colpisce dodici lavoratori in tutto, sei per ciascuno. Gli esuberi però sono stati individuati anche in altre zone della Sicilia e soprattutto, nel Catanese: su 273 complessivi, 134 lavoratori appartengono all’aera metropolitana etnea.

La Coop Sicilia, che conta 16 punti vendita, lo ha comunicato il primo giugno attraverso una lettera inviata ai sindacati e all’ispettorato del lavoro della Regione. L’azienda ha attribuito la decisione all’«andamento fortemente negativo» della società da imputarsi anche alla «grave crisi di consumi che attraversa il Paese» e alla «contrazione dei redditi» oltre a un inasprimento della concorrenza nel territorio siciliano. Un quadro che ha come cornice «gravi inefficienze di carattere gestionale ed economico-produttive dell’intera rete di vendita». L’azienda annuncia anche un piano di risanamento economico che prevede, tra l’altro, l’adozione «di un nuovo assetto organizzativo più efficiente» finalizzato a un «indispensabile recupero di produttività». 

Della vertenza Coop si sta occupando la Filcams Cgil che ha inviato a Catania Sergio Aliprandi per monitorare gli sviluppi di una vicenda che lì ha avuto le ripercussioni più significative. Il sindacato, per bocca del suo rappresentante, tra le altre cose ha invitato l’azienda a dare dimostrazioni concrete di cambio di rotta e quindi a «tagliare gli sprechi» e si è detta disponibile, dopo i dovuti chiarimenti sulle responsabilità della crisi aziendale, a ragionare su come utilizzare al meglio «gli ammortizzatori sociali previsti dalla legge per salvare tutti i posti di lavoro».


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