M5s, Di Maio a Palermo per lanciare Forello «Sfida epocale contro capibastone e lobby»

«Il nostro obiettivo è semplice: entrare in questo Comune, aprire i bilanci e cominciare a tagliare tutto quello che non serve e investirlo dove serve. Siamo qui per dimostrare che saremo assieme a Forello per provare a cambiare Palermo. Non sarà semplice, sarà una sfida epocale che noi vogliamo cogliere». Così il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio a Palermo per un’iniziativa oggi pomeriggio a sostegno del candidato sindaco del M5s, l’avvocato Ugo Forello in vista delle prossime elezioni amministrative nel capoluogo siciliano. Arrivo trionfale in piazza Bologni – location i verità più ristretta quella scelta stavolta rispetto a quella utilizzata nell’ultimo incontro al Teatro Massimo- in bici per il vicepresidente della Camera, accompagnato dal candidato sindacato pentastellato, e dai deputati regionali Giancarlo Cancelleri, Ignazio Corrao e Giampiero Trizzino.

«Credo che Ugo Forello possa essere un grande sindaco per questa città – ha proseguito – e non rimarrà da solo, al suo fianco avrà tutto il movimento» ha ripetuto più volte Di Maio, forse come un richiamo all’unità in un movimento recentemente spaccato da faide interne, e dilaniato dal caso delle firme false. Un momento difficile per il M5s, fotografato anche dai recenti ballottaggi che non danno per favorito il Movimento fondato da Beppe Grillo, ma questo non sembra impensierire Di Maio: «Qui abbiamo il primo caso del mondo in cui la soglia per vincere al primo turno è stata abbassata dal 50 al 40 per cento più uno – ha sottolineato – Si sono fatti una legge ad hoc, dopo che al ballottaggio li abbiamo battuti ovunque, per vincere al primo turno». 

Secondo Di Maio, infatti, nei Comuni siciliani c’è «una legge fatta dai partiti perdenti per imbrogliare e provare a vincere anche se perdono le elezioni. Non credo ai sondaggi, soprattutto quando vanno bene per noi. E sono sicuro che conoscendo Ugo, i palermitani cominceranno a fidarsi di lui». Per il vicepresidente della Camera, dunque, saranno i palermitani a decidere chi dovrà governare Palermo per i prossimi cinque anni. «Consiglio loro una cosa – ha detto – di dividere i candidati tra chi ha avuto l’occasione di governare questa città e chi questa occasione non l’ha avuta ancora. Così forse possiamo fare la differenza. Ho sentito di coalizione mastodontiche, 7 liste: in questi casi chi vince non governerà la città, ma passerà il tempo a sfamare i capibastone e lobby di ogni lista. Noi ci presentiamo con una sola lista – ha concluso – per essere liberi di realizzare il nostro programma elettorale». 


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