Chef Caliri presenta arancino anti-invecchiamento Riso nero, zucca, verdure depuranti e cotto al forno

A Messina hanno creato l’arancino che non fa invecchiare. È questa l’ultima idea dello chef messinese Pasquale Caliri che ha sorpreso tutti al congresso regionale dei cuochi siciliani. L’importante evento, oggi in programma a Taormina, è stato l’occasione per presentare il suo arancino anti-aging. «Se non fermeremo la vecchiaia con un arancino almeno ci possiamo tentare», sostiene Caliri, tra i più bravi ed eccentrici chef messinesi che dopo i pop corn di pesce stocco ha presentato la sua ultima trovata. E lo ha fatto davanti a un pubblico di medici e cuochi riunitosi a Villa Diodoro per il congresso regionale dal tema Gusto e Benessere, curato per questa edizione dall’Associazione provinciale cuochi messinesi.

Lo chef del Marina del Nettuno Yachting Club di Messina ha descritto lo speciale arancino come un concentrato di vitamine, antiossidanti e nutrienti. «Perché se il buono è bello, come dice Gualtiero Marchesi, deve fare anche bene», ha detto alla platea dei congressisti Caliri, che proprio da Marchesi si è formato. Dentro questa nuova prelibatezza non trovano posto riso bianco, ragù di carne e frittura come nel tradizionale arancino siciliano, ma riso nero e rosso fermentato, semi di sesamo e di zucca, un ragù di verdure depurative. Il tutto prende la forma di una palla di riso che viene panata con della granella di pistacchio prima di essere cotto al forno. Ai partecipanti è stato offerto un assaggio dell’arancino – al maschile come si dice nel Messinese – mentre la nutrizionista Lidia Lo Prinzi ne ha spiegato il valore sotto il profilo nutrizionale.

Il congresso è stata anche l’occasione per spaziare dalle tematiche della comunicazione a considerazioni di macroeconomia del food. Se in riferimento alla prima Caliri si è presentato sul palco con una locandina pubblicitaria degli anni ’40 che invitava i bambini a mangiare burro perché fa bene e pulisce le arterie, sul secondo aspetto ha puntualizzato che «che ci sono forme di alimentazione come quella vegetariana o vegana che, al di là del valore etico, non vanno congedate superficialmente ma considerate anche alla luce delle risorse disponibili sul pianeta. Queste risorse – ha continuato lo chef – si stanno esaurendo sia a causa di politiche scellerate sia per questioni di disponibilità di fabbisogni da soddisfare. Anche la cucina degli insetti per quanto a molti ripugnante – ha concluso – è figlia di questa esigenza».


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