Giornalismo universitario Informare e (in)formarsi, missione possibile

Al terzo e intenso giorno del Festival internazionale di giornalismo, finalmente è il turno dei giornali universitari: online e/o su carta non fa differenza. Studenti dai 20 ai 30 anni si sono incontrati per la tavola rotonda “Giornali universitari: missione possibile”, moderata da Luca de Biase e Cristina Sivieri Tagliabue rispettivamente direttore e redattrice di Nòva24-Il Sole24Ore svoltasi nella Sala Lippi dell’Unicredit Banca (uno degli sponsor del festival).

Undici testate presenti: “Step1” di Catania, “Acido politico” e “Orizzonte universitario” di Milano, “Il Tascapane” di Ferrara, “Energie9” di Roma, “Inchiostro” di Pavia, “UniversitArea” di Firenze, “La Locomotiva” di Perugia, “L’Universo” di Lugano, “Minerva” di Napoli e “Open house” di Urbino. Si è trattato di un incontro proficuo, perché ognuno ha raccontato la propria esperienza, spiegato qual è la missione che i giovani aspiranti giornalisti si prefiggono per movimentare il proprio ateneo e la propria città, ma soprattutto è stato un momento per confrontarsi e cercare, magari, di risolvere, grazie all’esperienza degli altri, quei tanti piccoli problemi che bisogna affrontare ogni giorno. Di certo il problema comune-denominatore è la mancanza di attenzione da parte dell’Università, quindi anche mancanza di sovvenzioni. Caso a sé sono i ragazzi di Inchiostro, poiché partecipano ad un bando annuale della facoltà con il quale riescono a finanziarsi e i ragazzi di Lugano che, stanchi di non ricevere nulla dall’università si sono staccati, hanno creato un’associazione formata da studenti universitari, ma non legata all’istituzione, riuscendo ad avere una tiratura di circa 45 mila copie mensili. “Non ne potevamo più, l’università ci metteva addirittura i bastoni tra le ruote, quindi abbiamo deciso di non scendere a compromessi e abbiamo creato qualcosa di nostro” – ha detto Desirée di Lugano.

Quando è arrivato il turno di Step1, oltre a descrivere il nostro giornale e le nostre attività e raccontare di come facciamo per cercare di interagire con gli studenti spesso apatici, legati solo al ciclo lezione-studio-esame, non abbiamo potuto fare a meno di dire che le nostre difficoltà sono un po’ diverse, perché di recente, per iniziativa del Rettore, è stata messa sotto accusa la validità stessa del nostro progetto didattico e del nostro modello di giornalismo.

Solidarietà e complimenti da parte di tutti, addirittura i rappresentanti di Youth Press Italia l’associazione federativa che ha aderito a European Youth Press e che riunisce oltre 50 mila giovani giornalisti in Europa, ci hanno definito “un giornale a tutti gli effetti, con temi e qualità paragonabili a quelli di molti giornali a tiratura nazionale”. Le proposte finali sono state quelle di creare una associazione dei giornali universitari, di sviluppare delle inchieste condivise mettendo in evidenza le peculiarità di ogni città… Tutti convinti, insooma, di voler fare informazione perché anche i giornali universitari, come gli altri, nascono con questo scopo.

 

Videointerviste di Stefania Oliveri, nostra redattrice e volontaria al Press Office del Festival di Perugia


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