Un oroscopo, quello della settimana dall’11 al 17 maggio 2026, che vede tutto lo zodiaco animato dalla Luna. Che sembra parlare la lingua della concretezza. Vediamo come, segno per segno, nell’approfondimento della nostra rubrica zodiacale. Ariete Il cielo, per voi Ariete, in questa settimana dall’11 maggio segna quell’ascesa tanto cercata dai pianeti: con un oroscopo […]
Sequestrata Fornace Penna sulla spiaggia di Scicli A rischio crollo, è stata anche set per Montalbano
La Fornace Penna a Scicli è a rischio crollo. Con questa motivazione i carabinieri l’hanno posta oggi sotto sequestro. L’abbandono del sito di inizio 900, sottoposto a vincolo di tutela di tipo etnoantropologico, è oggetto anche di indagini che vedono coinvolte 21 persone tra cui i proprietari. Questi ultimi, sottolineano i militari della sezione Tutela patrimonio culturale di Siracusa, «non hanno provveduto ai necessari lavori di manutenzione e restauro, peraltro più volte sollecitati dalla Soprintendenza».
Si tratta di uno storico stabilimento industriale, costruito tra il 190 e il 1912, per volere del barone Guglielmo Penna, destinato alla produzione di laterizi. Nel momento di massima attività, venivano realizzati ogni giorno 6-8mila pezzi grazie all’innovativo forno Hoffman. Un piccolo miracolo siciliano conclusosi nel peggiore dei modi, a causa di un incendio che nel 1924 danneggiò irrimediabilmente l’edificio. La fabbrica fu quindi chiusa e l’edificio a poco a poco venne abbandonato.
Tuttavia rimane ancora oggi meta di moltissimi visitatori che raggiungono contrada Sampieri a Scicli sia per la bellezza della spiaggia, sia per l’importanza storica del bene. La sua fama è stata amplificata negli ultimi anni anche perché è diventato set della fiction del Commissario Montalbano. Proprio per questo, sottolineano i carabinieri, si è reso necessario il sequestro, disposto dal gip del Tribunale di Ragusa su richiesta della locale Procura. «Sono stati rilevati consistenti danni alla struttura – si legge nella nota dell’Arma – interessata anche da crolli parziali, le cui condizioni sono ormai tali da rappresentare un concreto pericolo per la pubblica incolumità». Ai 21 indagati vengono contestati i reati di danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale e di “omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina.
