Il tecnico romagnolo, che in passato è stato sia sulla panchina del Palermo all'alba dell'era Zamparini sia su quella dei neroverdi, sottolinea le insidie che presenta per la formazione di Tedesco e Barros Schelotto la sfida odierna contro gli emiliani
Arrigoni mette in guardia i rosanero «Con il Sassuolo gara molto delicata»
Avere contribuito, almeno in parte, alla crescita di due realtà che negli ultimi anni hanno lasciato una traccia raggiungendo una dimensione importante nel panorama calcistico nazionale è un motivo di soddisfazione. Nel curriculum di Daniele Arrigoni, attuale selezionatore delle Rappresentative di Lega Pro, spiccano nel passato più o meno recente le esperienze vissute sulle panchine di Palermo e Sassuolo, squadre che si affronteranno questo pomeriggio (ore 15) al Mapei Stadium nella quinta giornata del girone di ritorno. È di sette anni l’arco temporale compreso tra le due parentesi. Il tecnico romagnolo ha guidato i rosanero in serie B nel corso della stagione 2002/03, la prima dell’era Zamparini, e dopo essere subentrato all’esonerato Glerean sperimentò sulla propria pelle la fama di mangiallenatori del patron friulano che nella porzione iniziale del girone di ritorno lo sostituì con Sonetti.
Tra i cadetti si è sviluppato anche il periodo alla guida del Sassuolo: ad Arrigoni, chiamato a raccogliere l’eredità di Pioli passato al Chievo, fu affidata la squadra all’inizio della stagione 2010/11 ma il tecnico non riuscì ad ingranare e venne esonerato all’inizio del mese di ottobre. «Sono due esperienze diverse – racconta il diretto interessato ai microfoni di MeridioNews – a Palermo ci voleva del tempo per mettere tutte le cose a posto. La società non si era ancora strutturata definitivamente ed era all’inizio di un percorso che, nel corso degli anni, l’avrebbe portata a consolidarsi nel campionato di serie A al netto della parentesi in B di due stagioni fa. Al Sassuolo, invece, ho trovato un prodotto finito, una società che già funzionava bene. Sono stato esonerato perché i risultati non arrivavano ma, nonostante la separazione, ho avuto rapporti molto buoni con tutti».
Dopo avere fatto un tuffo nel passato, Arrigoni si concentra sull’attualità e focalizza l’attenzione sulla gara in programma oggi a Reggio Emilia: «Per il Palermo è una partita molto delicata – ha spiegato – i rosanero hanno bisogno di punti salvezza e, contestualmente, devono fare i conti nelle retrovie con squadre che non mollano e che continuano a mantenere corta la classifica. È un impegno difficilissimo per i rosanero». Gli uomini guidati dal tandem Tedesco-Barros Schelotto, peraltro, affronteranno un Sassuolo animato dalla voglia di invertire il trend negativo dopo avere ottenuto due punti nelle ultime quattro gare di campionato: «Il momento di flessione dei neroverdi è fisiologico – spiega Arrigoni – un piccolo calo ci può stare ma il Sassuolo resta una squadra brillante e in grado di esprimere un bel calcio». Anche il Palermo, in ogni caso, vorrà tornare subito in carreggiata dopo la sconfitta interna contro il Milan: «Se era lecito aspettarsi qualcosa di più dai rosa? Contro il Milan era difficile comunque, un passo falso era da mettere in preventivo. Sono altre le vere avversarie del Palermo, diventa complicato competere con le prime 5-6 squadre del campionato».