«Contro il terrorismo serve intervento Onu» L’appello del Nobel per la pace Mahfoudh

Un ramoscello di ulivo a Batonnier Mohamed Fadhel Mahfoudh, il presidente dell’ordine dei legali tunisini e premio Nobel 2015 per la Pace per il suo impegno nella difesa dei diritti civili e contro la guerra. È il riconoscimento consegnato, questa mattina, dal consiglio dell’ordine degli avvocati di Palermo, in occasione della manifestazione «Un ramoscello di Ulivo per la Pace» organizzata al teatro Politeama nel capoluogo siciliano. Al termine della manifestazione, a cui hanno preso parte anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano, il presidente dell’ Assemblea Regionale Giovanni Ardizzone, e rappresentanti della magistratura e delle forze dell’ordine, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando ha conferito al premio Nobel, di recente insignito della Legion D’Onore di Francia, la cittadinanza onoraria.

Proprio sui venti di guerra che soffiano nel Mediterraneo e i delicati processi internazionali contro l’avanzata del terrorismo e la minaccia dell’Isis, Mahfoudh stamane ha ribadito l’importanza del suo terra, la Tunisia che ha svolto un ruolo centrale nella battaglia per la democrazia e l’importanza del dialogo tra i popoli: «È necessario diffondere questo messaggio di pace – ha detto – affinché tutti i conflitti possano essere risolti anche con il negoziato». E poi, riguardo la situazione libica e possibili attacchi terroristici verso altri Paesi paventanti negli ultimi giorni, compresa l’Italia, ha aggiunto: «Il fenomeno non riguarda soltanto la Libia: per il nostro Paese è necessario trovare una pacificazione tra le fazioni rivali ma quando parliamo dell’Isis dobbiamo trovare delle soluzioni concrete per la sicurezza di tutti i popoli». 

Secondo il premio Nobel per la pace, infatti, il terrorismo è un problema che riguarda anche la sponda Nord del Mediterraneo e nessuno può sentirsi veramente al sicuro. «Vorrei si evitasse – aggiunto – la facile equazione islamismo uguale terrorismo e, in questo momento così delicato, è necessario il coinvolgimento di tutti. Ecco perché è di fondamentale importanza ricorrere all’aiuto della comunità internazionale – ha concluso – e quindi delle Nazioni Unite». Anche il ministro dell’Interno ha voluto dare un suo personale contributo condividendo un episodio legato alla tragedia del naufragio del 3 ottobre 2013 a poche miglia del porto di Lampedusa che provocò centinaia di morti. «Fra i tanti corpi conservati nel’hangar -ha detto- ho ancora impresso l’immagine di una madre che abbracciava il figlio appena nato, ancora uniti dal cordone ombelicale. In quel momento dissi a me stesso che avrei fatto di tutto per non vedere mai più quello che ho visto a Lampedusa. Non basta ricordare – ha sottolineato – bisogna anche lavorare”. 


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