Un oroscopo, quello della settimana dall’11 al 17 maggio 2026, che vede tutto lo zodiaco animato dalla Luna. Che sembra parlare la lingua della concretezza. Vediamo come, segno per segno, nell’approfondimento della nostra rubrica zodiacale. Ariete Il cielo, per voi Ariete, in questa settimana dall’11 maggio segna quell’ascesa tanto cercata dai pianeti: con un oroscopo […]
Randazzo, gli uffici trasferiti a Bologna Dipendenti a rischio, s’infiamma la protesta
Sono sul piede di guerra i lavoratori di Randazzo. Potrebbero scattare a breve i licenziamenti per 50 di loro che operano nella sede amministrativa dell’azienda palermitana, dallo scorso anno con le insegne Optissimo e Corner Optique, le cui quote erano state acquistate lo scorso anno da Avanzi, facente parte della holding Gran Vision. A soli sei mesi dall’acquisizione da parte del colosso olandese, infatti, è stata comunicata la chiusura degli uffici nel capoluogo siciliano, storica sede dell’azienda la cui rete vendita è diffusa su tutto il territorio nazionale. Ristrutturazione aziendale è la motivazione con cui l’azienda ha comunicato la chiusura della sede e il suo trasferimento a Bologna, dove ha sede Avanzi, con cui la Randazzo si fonderà entro il prossimo mese di giugno.
Il trasferimento della sede amministrativa al Nord mette a rischio il mantenimento di circa 50 posti di lavoro, motivo per cui è oggi stato proclamato oggi lo sciopero ad oltranza con sit in di protesta, che proseguirà fino a domenica, davanti le vetrine dell’azienda in via Ruggero Settimo. «Il 90% dei lavoratori della sede amministrativa di Randazzo – ha detto a MeridioNews il segretario generale Filcams Cgil Palermo, Monja Caiolo – sta scioperando contro la chiusura degli uffici e il trasferimento a Bologna. Nei tre incontri avuti con l’azienda, abbiamo dimostrato la massima disponibilità a valutare ogni iniziativa possibile finalizzata a rendere meno traumatica questa riorganizzazione aziendale, ma la stessa disponibilità non è stata mostrata dall’Azienda».
Nel suo comunicato, infatti, l’azienda parla di trasferimenti volontari ma un simile passo per tanti dipendenti sarebbe sicuramente traumatico e di non semplice attuazione. «Adesso l’azienda dovrebbe rivedere la propria posizione – ha proseguito – perché siamo d’accordo sulla volontarietà ma il resto è ancora tutto da discutere. A partire da chi non può trasferirsi a Bologna, ovvero la quasi totalità dei dipendenti». Nel pomeriggio era previsto l’incontro con l’assessore alle Attività produttive del Comune, Giovanna Marano ma per impegni istituzionali non si è verificato. I lavoratori, ad ogni buon conto, annunciano battaglia e promettono di proseguire la protesta fino a domenica. «La nostra disponibilità al dialogo è sempre valida – ha concluso – ma pretendiamo risposte serie e soluzioni concrete».