Maltempo, Orto Botanico distrutto dal nubifragio Domani al lavoro giardinieri stagionali sospesi

Da stamattina è chiuso al pubblico, distrutto dal nubifragio che all’alba si è abbattuto su Palermo. L’Orto botanico, meta di studenti e famiglie, resta off limits. Domani dalle 7.30 alle 14 i venti giardinieri stagionali che lo curano lavoreranno per rimetterlo in sesto, utilizzando le ultime due delle 101 giornate lavorative che ancora rimangono loro. Da settembre, infatti, sono sospesi dal servizio perché giunti alla fine delle 101 giornate e in attesa di un reintegro delle ore tra ottobre e dicembre. Con la donazione delle loro ore residue, sollecitano  la possibilità di un loro immediato ritorno all’opera.

Intanto oggi hanno trovato una situazione impressionante: decine di alberi ad alto fusto strappati dal suolo, caterve di rami che ostruiscono i vialetti e tantissimi esemplari recisi o con i rami pericolanti. Un Platano è caduto addosso a una Tipuana, danneggiandola. «Lavoro qui da 30 anni e un disastro simile si è verificato solo per il fortunale del ’98 – racconta Pietro Schiera -. L’allora rettore dispose la chiusura dell’Orto per dieci giorni. Per riaprire il parco occorreranno almeno quattro giornate di lavoro. Chi ha ancora ore domani sarà al lavoro per sgomberare i vialetti e mettere in sicurezza le piante, per eliminare tutto ciò che può rappresentare un pericolo».

«Da domani chi ha ancora una giornata a disposizione la dedicherà alla salvezza del parco- dice Rosi Pennino della Flai Cgil -. È un’idea che c’è venuta per dimostrare l’utilità e la necessità di questi lavoratori». Si tratta di 20 giardinieri specializzati, al momento licenziati dall’Università, ma l’Orto Botanico, spiegano dal sindacato, ha bisogno, per le piante di pregio e le specie rare che contiene, di cure specifiche. «Domani lavoreranno per sistemare il disastro – dice ancora Pennino -. Ma chiediamo la garanzia di un lavoro più stabile, ovvero che giardinieri possano garantire la cura del parco per tutti i mesi dell’anno». La Flai, intanto, ha inviato una lettera al rettore Roberto Lagalla chiedendo un intervento per garantire una nuova integrazione di ore lavorative.


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