Allevi live tour 2008 – Tappa a Modica

Jeans, felpa nera con cappuccio e converse del medesimo colore ai piedi. Non è un liceale che si reca a scuola, si tratta bensì di Giovanni Allevi, il talento pianistico, accolto con un enorme plauso in tutta Italia, dove è in corso il suo tour. L’unica tappa prevista per la regione siciliana è stata quella del 21 marzo al cine-teatro Aurora di Modica (Ragusa), dove ha ottenuto il tutto esaurito sin da molti giorni prima dalla data prestabilita.

Con la sua ormai nota cordialità, il talento marchigiano ha esaltato il pubblico di provincia, limitato a sua volta solo dal numero di posti del piccolo teatro, introducendo ogni sua composizione, manifestando ironia e forte umanità.
Molti, tra i brani eseguiti, quelli tratti dall’album Joy, uscito appena due anni fa: “Panic“, ormai nota per la sua visionarietà, “sentita” dal compositore durante la corsa in ospedale cagionata dal suo primo attacco di panico… giusto per spezzare la monotonia del momento; “Portami via“, una dolce ed al contempo disperata richiesta che rivolgiamo ad ogni amore, “Down-town“, sui tasti suona il cuore pulsante di New York, “L’orologio degli dei“, tra le più applaudite, quasi un orgasmo di note, producente un’agognata estasi, che toglie il fiato, derivante da una perfetta alternanza di note basse e note alte, tocchi delicati ed altri appassionati. Ed ancora “Back to life“, il raggiungimento della consapevolezza che la forza maggiore risiede nella propria fragilità; “Jazzmatic“, le cui difficoltà inducono il compositore a chiedere di incrociare le dita per lui, riscaldando le braccia quasi con movimenti da atleta, “Il bacio“, ispirato dall’omonima opera di Klimt, creando nell’immediato un’effimeratezza immensamente romantica.

Durante il concerto, oltre alle note del pianoforte, risuona anche qualche citazione filosofica, impronta – appunto – della laurea in filosofia conseguita con il massimo dei voti, di cui vi sarebbe traccia, per citare un titolo, nel componimento “Qui danza“, che esprime l’incarnazione dell’infinito proprio nel finito, come in una rosa, tratto dall’album No Concept del 2005, cosi come “Go with the flow“, incoraggiamento di un commesso newyorkese trasformato in melodia, che sembra davvero eliminare qualsiasi timore da esibizione, “Come sei veramente“, nota colonna sonora di una pubblicità automobilistica e “Notte ad Harlem“, intrisa di quella dolcezza che solo una notte serena reca con sé.
Tra i brani inizialmente meno fortunati, Allevi sceglie “Scherzo n° 1“, un allegro solo successivamente riscoperto da una pianista giapponese, inserito nella raccolta del 2007 e che burlescamente sembra tradursi davvero in una sorta di presa per in giro sonora… quasi quasi da adottare come suoneria al cellulare, per essere facilmente spendibile nella quotidianità al momento opportuno. 

Insomma, per chi l’ha visto suonare per la prima volta dal vivo, Giovanni Allevi è certamente risultato una rivelazione, mentre per chi lo conosceva già un po’ meglio semplicemente la conferma di un per così dire anomalo talento, strabordante di filantropia e sensibilità.


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