Accesso vietato a faraglioni e tonnara di Scopello  Tar sospende sentenze che consentivano ingresso

Sono state settimane di forti polemiche quelle che hanno visto al centro la Tonnara di Scopello e i Faraglioni, nel Trapanese. Da un lato bagnanti, cittadini e Comune di Castellammare del Golfo che reclamavano il loro diritto a frequentare – e gratuitamente – quei posti; dall’altro, Legambiente e Sovrintendenza di Trapani, per le quali si tratta di un bene storico monumentale vincolato dal 1984 e dunque la sua tutela è di primaria importanza. 

A porre fine alla querelle, al momento, è la decisione del Tar Sicilia che ha accolto la domanda di misure cautelari straordinarie richieste di Leonardo Foderà, Vincenzo Vasile e Carlo Bargione Leo, comproprietari della Comunione Tonnara di Scopello & Guzzo, assistiti da Gaetano Armao.

Sono state così sospese le ordinanze del Comune sulla «pubblica accessibilità all’area demaniale marittima e per la libera e gratuita fruizione del mare, nelle baie antistanti i faraglioni e l’ex Tonnara di Scopello». Il Tribunale, nel sospendere con provvedimento presidenziale le ordinanze comunali, ha fissato al 10 settembre 2015 la trattazione in camera di consiglio. Accolto, dunque, quanto era stato prospettato dai ricorrenti sulla «insussistenza la demanialità degli spazi antistanti la tonnara e le preminenti esigenze di tutela del bene monumentale espresse dalla Soprintendenza di Trapani». 

Annullata l’ordinanza  firmata dal sindaco di Castellammare del Golfo, Nicolò Coppola, che decretava invece l’accesso gratuito. Una ordinanza con criteri che avevano fatto storcere il naso perché poco chiari. Prevedeva, per esempio, la quota massima di visitatori fissata a 200 persone che ritirando un biglietto orario all’ingresso sarebbero potute restare nella baia per due ore. Il tutto senza un controllo stabile e in un luogo su cui si sarebbero riversate certamente un numero maggiore di bagnanti. 


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