Danni alle postazioni dei poliziotti penitenziari e ad alcune telecamere di sorveglianza: è il bilancio della protesta di circa 120 detenuti nel carcere di Enna. Il caso, secondo quanto riferito dal sindacato di polizia penitenziaria Consipe, nascerebbe dal guasto dell’impianto elettrico e telefonico a causa di un fulmine, qualche giorno fa. Con il risultato di […]
Enna, danni al carcere per la protesta di 120 detenuti: rimasti senza telefono né acqua calda
Danni alle postazioni dei poliziotti penitenziari e ad alcune telecamere di sorveglianza: è il bilancio della protesta di circa 120 detenuti nel carcere di Enna. Il caso, secondo quanto riferito dal sindacato di polizia penitenziaria Consipe, nascerebbe dal guasto dell’impianto elettrico e telefonico a causa di un fulmine, qualche giorno fa. Con il risultato di aumentare i disagi dei detenuti: rimasti senza possibilità di chiamare i parenti e senza acqua calda. Alcuni, appartenenti al cosiddetto vecchio carcere, nonostante la risoluzione del problema, oggi hanno deciso di opporsi al rientro in cella. «L’Amministrazione pare voglia iniziate dei lavori di ristrutturazione di quel reparto, con un finanziamento ricevuto», spiega Francesco Davide Scaduto, vicepresidente Consipe. Sottolineando, però, come la scelta di aprire il cantiere senza spostare i detenuti altrove, comporterebbe ritardi e ulteriori tensioni. «In un carcere in cui il tasso di sovraffollamento dei ristretti ha superato il limite di tolleranza – aggiunge -. Carente di risorse umane in tutti i ruoli e qualifiche, con persone che ogni giorno svolgono turni di 12 ore».