Campo largo, il giorno delle candidature: Cracolici spariglia i piani del centrosinistra


Il panorama politico siciliano vive una giornata di fortissime scosse telluriche all’interno dell’area progressista. Quello che doveva essere il battesimo ufficiale del campo largo si è trasformato in un’arena in cui le ambizioni personali e le strategie di partito si intrecciano, ridisegnando i rapporti di forza e sollevando pesanti interrogativi sulla reale tenuta di una coalizione alternativa al centrodestra di Renato Schifani.

Il summit al centro studi Pio La Torre

Nel cuore di Palermo, presso la storica e simbolica cornice del centro studi Pio La Torre, si sono riuniti i vertici di tutte le sigle, i movimenti civici e le espressioni politiche che nell’ultimo anno hanno cercato di tracciare un percorso comune. L’obiettivo dichiarato del vertice era nobile e ambizioso: allargare il perimetro del centrosinistra per strutturare un’alleanza solida, capace di correre unita sia per le imminenti sfide del Comune di Palermo sia, soprattutto, in ottica delle prossime elezioni regionali. Tuttavia, l’atmosfera attorno alla tavola rotonda ha risentito immediatamente di una tensione latente. La domanda metodologica che ha paralizzato l’avvio della discussione è il classico dilemma della politica: è necessario partire dai programmi e dai temi condivisi oppure bisogna prima definire il perimetro dei partecipanti e i nomi dei leader?

Cracolici scavalca le possibili decisioni collegiali

Mentre i rappresentanti tentavano di mediare su questo binario parallelo, la vera bomba politica è esplosa all’esterno del tavolo, rimbalzando rapidamente tra i corridoi e i lanci di agenzia. Antonello Cracolici, figura storica del Partito Democratico nell’isola e attuale presidente della commissione regionale Antimafia, ha rotto gli indugi e ha ufficializzato la propria autocandidatura alla presidenza della Regione. Una mossa pesante, mossa dall’esperienza e dal peso specifico che il parlamentare vanta all’interno dei dem e nel panorama regionale, ma che di fatto spariglia completamente le carte del neonato coordinamento progressista. Con il passo in avanti di Cracolici, il numero dei pretendenti alla leadership della coalizione sale ufficialmente a tre, trasformando il percorso unitario in una competizione interna ad altissima densità politica.

Non c’è due senza tre

Prima dell’affondo di Cracolici, infatti, lo scenario regionale vedeva già due figure fortemente intenzionate a non cedere il passo. Da un lato Ismaele La Vardera, dall’altro la figura di Nuccio Di Paola, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle, forte del peso elettorale dei pentastellati in Sicilia e già candidato alla presidenza nel 2022. Di Paola rivendica la continuità e la leadership del polo progressista, forte dell’esperienza accumulata nella precedente tornata elettorale contro Schifani. L’ingresso formale di una terza candidatura espressa dal Partito Democratico configura così una vera e propria triarchia che rischia di paralizzare la coalizione ancor prima che questa riesca a darsi una struttura programmatica definita.

Questa frammentazione al vertice ripropone con forza il tema del metodo di scelta. Al centro Pio La Torre, i delegati si trovano ora di fronte a un bivio obbligato: affidarsi allo strumento delle elezioni primarie per far decidere alla base il candidato ideale, oppure cercare una difficilissima sintesi politica al tavolo negoziale.

Anche lo scranno di Palazzo delle Aquile sul tavolo

L’instabilità del livello regionale si riflette inevitabilmente anche sulle dinamiche comunali palermitane, dove il dibattito sulle candidature è altrettanto infuocato. Poche ore prima del vertice, l’ex deputato Carmelo Miceli, esponente di Progetto Civico Italia, aveva lanciato la propria disponibilità a correre come sindaco di Palermo, ponendo però una precisa condizione metodologica: se la coalizione intende confrontarsi sui programmi, ogni fuga in avanti sui nomi deve essere congelata; se al contrario si preferisce lo scontro sui profili personali, anche la sua area è pronta a scendere in campo. Al tavolo del centro Pio La Torre, a rappresentare questa sensibilità e a vigilare sulla linearità del percorso, siede Antonio Ferrante, ex presidente della direzione provinciale del Partito Democratico.

Ma il programma dov’è?

Il dato più evidente emerso da questa prima sessione di lavori è che il neonato coordinamento si sia incagliato su un vizio di forma ormai cronico per la politica: il dibattito si è concentrato quasi esclusivamente sulla spartizione delle postazioni e sulla difesa delle rendite di posizione, mettendo in secondo piano la discussione sui contenuti e sulle emergenze reali dell’isola. Ancor prima di delineare le linee programmatiche su temi cruciali come la Sanità pubblica, la gestione dei rifiuti, le infrastrutture o lo sviluppo economico, i leader e le diverse sigle si sono focalizzati sulla definizione delle caselle e dei futuri assetti di potere. La corsa alla sedia, inaugurata dalle autocandidature e dai veti incrociati, ha di fatto trasformato un tavolo che nelle intenzioni doveva essere di alta progettualità in una disputa pragmatica sulle poltrone.


Dalla stessa categoria

Ricevi le notizie di MeridioNews su Whatsapp: iscriviti al canale

I più letti

Il panorama politico siciliano vive una giornata di fortissime scosse telluriche all’interno dell’area progressista. Quello che doveva essere il battesimo ufficiale del campo largo si è trasformato in un’arena in cui le ambizioni personali e le strategie di partito si intrecciano, ridisegnando i rapporti di forza e sollevando pesanti interrogativi sulla reale tenuta di una […]

Inizia, da lunedì 29 giugno, una settimana molto particolare: con l’oroscopo che riporta il trionfo di Giove in Leone. Che cambierà gli asset di tutto lo zodiaco, dando un ruolo fortissimo a Leone, Sagittario e Ariete, pieni di energia e buona sorte. Ottimo anche per Bilancia e Gemelli, mentre l’Acquario dovrà decidere se accettare delle […]

Inserirsi per la prima volta nel mondo del lavoro. O tornarci, aggiornando le proprie competenze e qualifiche professionali. L’obiettivo occupazione si fa concreto in alcuni settori e territori, con una domanda di personale qualificato che continua a crescere. E, adesso, è raggiungibile con un nuovo strumento: l’avviso 1 POC 2026 della Regione, per la realizzazione […]