Foto dal sito Cefpas

Inchiesta Cefpas: la corruzione incrociata per «gli interessi del deputato regionale»

È una storia di corruzione incrociata quella che sta dietro l’inchiesta Cefpas. Coinvolto il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto e altre sette persone. Secondo la procura di Caltanissetta, il direttore pro tempore del Cefpas Roberto Sanfilippo, avrebbe commesso «condotte corruttive per atti contrari ai doveri d’ufficio. Asservendo le sue funzioni di capo dell’ente agli interessi del deputato regionale». Riccardo Gallo Afflitto che è finito indagato, insieme ad altre sette persone a vario titolo per corruzione e falso ideologico. Per il deputato regionale – per cui la procura ha chiesto il carcerel’interrogatorio preventivo è previsto per l’11 giugno al tribunale di Caltanissetta.

Gli «interessi» del deputato

Tra questi interessi ci sarebbe stata l’assegnazione dell’incarico dirigenziale per esperto amministrativo-giuridico del Cefpas a «uomo di fiducia dell’esponente, secondo criteri di assegnazione concordati con lo stesso Pontillo». Un funzionario in servizio al Cefpas coinvolto nell’indagine. Non solo, «su richiesta del deputato» all’Ars di Forza Italia sarebbe arrivata anche l’assegnazione alla moglie di quattro incarichi di consulenza e la consegna di un contratto a tempo pieno determinato al Cefpas.

Gli episodi di corruzione al Cefpas

Altri incarichi sarebbero poi andato al fratello di un alto prelato «privo di competenze in materia, ma della cui influenza sull’elettorato cattolico l’esponente politico intendeva avvalersi». Vari ruoli al Cefpas sarebbero stati assegnati a persone indicate dal deputato Gallo «al fine di soddisfare interessi personali o economici di quest’ultimo». In cambio il politico e il dirigente del Cefpas avrebbero assicurato al direttore dell’ente la nomina al vertice per tre anni. E il mantenimento della carica «sino a quando si fosse attenuto alle direttive del deputato».

Il reato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio è stato contestato anche al dirigente dell’Asp di 
Agrigento Giuseppe Capodieci che, «su richiesta di Gallo», avrebbe sottoscritto l’accordo quadro tra il Cefpas e l’azienda sanitaria. Per favorire il trasferimento nella città dei templi della moglie del deputato. Come contropartita il manager della sanità avrebbe ottenuto la conferma del suo ruolo. Tra le accuse c’è anche quella di avere indotto Pietro Tirone, rappresentante legale della società edile Sice Srl, aggiudicataria di un appalto di manutenzione con il Cefpas, «a mettersi a completa disposizione del deputato». Ma «corruttore» sarebbe stato anche il rappresentante della società che «avrebbe promesso al deputato la messa a disposizione della sua azienda in favoritismi per l’esecuzione dell’appalto per i lavori di manutenzione del patrimonio edilizio del Cefpas».


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