Negli ultimi sette giorni, il panorama politico dell’Isola è stato squassato non tanto dalle solite liturgie di Palazzo d’Orléans, quanto dal rumore di fondo targato Controcorrente. Il movimento politico sta rastrellando consensi come un peschereccio a strascico nel mare magnum del malcontento. Ismaele La Vardera, che della comunicazione aggressiva ha fatto una cifra stilistica prima […]
L’armata di La Vardera verso le Comunali: tra foto con Cuffaro e salti tra i partiti
Negli ultimi sette giorni, il panorama politico dell’Isola è stato squassato non tanto dalle solite liturgie di Palazzo d’Orléans, quanto dal rumore di fondo targato Controcorrente. Il movimento politico sta rastrellando consensi come un peschereccio a strascico nel mare magnum del malcontento. Ismaele La Vardera, che della comunicazione aggressiva ha fatto una cifra stilistica prima ancora che politica, ha deciso di giocare il tutto per tutto: si è autocandidato alla Presidenza della Regione con la spavalderia di chi sa di non avere nulla da perdere e tutto da incendiare.
L’offensiva
L’analisi dell’ultima settimana rivela un’offensiva metodica contro le amministrazioni comunali che si preparano al voto di maggio. Non è solo dialettica, è un assalto all’arma bianca. La Vardera ha intuito che il tallone d’Achille del sistema Sicilia sta proprio lì: nei Comuni asfissiati dai debiti e dall’incapacità gestionale. E ha iniziato a picchiare duro, usando la clava della legalità e lo scudo del civismo. Ma la vera notizia non è il suo attivismo, quanto la qualità, o se vogliamo, la quantità, della migrazione politica verso il suo vessillo. Il deputato regionale domenica scorsa ha chiamato a raccolta il movimento al palacongressi di Agrigento, così da sostenere tutti i candidati a sindaco sparsi per la Sicilia.
L’esercito delle adesioni tra Agrigento e Palermo
Se guardiamo alla lista dei transfughi, o meglio, di coloro che hanno deciso di salire su questo gommone d’assalto, notiamo un travaso di linfa vitale che potrebbe far tremare le vene ai polsi ai vecchi colonnelli. Ad Agrigento corre per sindaco Michele Sodano, ex parlamentare uscito dal grillismo della prima ora, in Controcorrente ha portato in dote quella spinta movimentista che il M5S ha smarrito tra le poltrone romane. Ci sono poi figure come Nadia Spallitta, storica pasionaria dell’opposizione palermitana, e Filippo Occhipinti, che i corridoi del potere cittadino nel capoluogo li conosce fin troppo bene. Entrambi hanno dato al movimento una parvenza di struttura che prima mancava. Già «emancipato» dal suo passato nella Lega invece Igor Gelarda. Ex capogruppo del Carroccio al Comune di Palermo che nel 2022 ha deciso di salutare Matteo Salvini per sposare il progetto politico di Cateno De Luca. Con quest’ultimo è stato il primo dei non eletti alle ultime Regionali.
Gli altri nomi forti di Controcorrente sono quelli di Marianna Piazza, docente ed ex vicesindaca di Trabia (nel Palermitano), e Gandolfo Lo Verde, coordinatore regionale di Controcorrente in corsa per la poltrona di sindaco di Polizzi Generosa (in provincia di Palermo). L’avamposto di Ustica è presidiato dal consigliere comunale Diego Altezza. Quella di La Vardera è un’armata eterogenea, un patchwork di ex appartenenze che vanno dal centrosinistra deluso al civismo di destra, tutti uniti dal medesimo istinto di sopravvivenza. Notizie delle ultime ore l’adesione di Sonia Alfano, orfana volontaria di Azione di Carlo Calenda, e i rappresentanti del gruppo consiliare palermitano OSO: Giulia Argiroffi e Ugo Forello, anche loro transfughi del M5S con Forello che nel 2017 ha corso per la carica di sindaco pentastellato del capoluogo.
La situazione nei territori, da Ragusa a Catania

E poi ci sono i territori. A Ragusa c’è il consigliere comunale Saverio Buscemi e l’ex vicesindaco pentastellato Massimo Iannucci. Dopo la rottura con i grillini, Iannucci nel 2018 sposò il progetto della Lega di Salvini. Qualche anno dopo, nel 2024, l’ingresso in Sud chiama Nord di De Luca. In provincia di Catania c’è da segnalare la candidatura a sindaco di Bronte dell’avvocato Giuseppe Gullotta; un passato – nel lontano 2009 – da assessore dell’attuale primo cittadino Pino Firrarello e un presente con il movimento di La Vardera che nella città del pistacchio ha una propria lista di candidati al Consiglio comunale. A qualche chilometro di distanza, a San Giovanni La Punta, c’è la candidatura al Consiglio comunale di Carmelo Marchese. Oggi rappresentante di Controcorrente ma appena tre anni fa in corsa per il Consiglio comunale di Catania con una lista Grande Catania collegata al Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo. Alle Regionali 2022, come messo in risalto invece su Facebook con tanto di foto, il sostegno alla candidatura di Giovanni Bulla con la Dc dell’ex governatore Totò Cuffaro.
Dove sta andando La Vardera?
Eppure, per capire dove va La Vardera, bisogna ricordare chi c’era quando Controcorrente era solo un’idea velleitaria. I pionieri, quelli che hanno firmato la cambiale in bianco, sono i veri custodi del progetto del deputato regionale. Gente come Giovanni Di Vita, architetto del consenso iniziale, o Giuseppe Piraino, l’imprenditore che ha detto no al pizzo e che funge da simbolo laico della legalità. Senza dimenticare Alessio Cordaro, la cui storia personale parla di una Sicilia ferita che cerca riscatto, o Angela Ogliastro, che ha tentato di iniettare un po’ di rigore europeo in questa miscela esplosiva. Resta da vedere se questa Controcorrente sarà un fiume in piena capace di travolgere gli argini del potere o l’ennesimo fuoco di paglia di una terra che brucia tutto, specialmente i suoi sognatori più rumorosi.