Mentre le opposizioni chiedono di «staccare la spina» al governo regionale targato Renato Schifani, dal canto suo il presidente della Regione Siciliana ha collegato un power-bank al suo governo e alla sua giunta. Inconsapevole, forse, che anche questo dispositivo, ad un certo punto, dovrà essere messo sotto carica oppure cesserà di alimentare quel groviglio politico-istituzionale […]
PALAZZO D'ORLEANS, SEDE DELLA PRESIDENZA REGIONE SICILIA, A PALERMO
Il presidente Schifani, il power-bank e il rimpasto in giunta
Mentre le opposizioni chiedono di «staccare la spina» al governo regionale targato Renato Schifani, dal canto suo il presidente della Regione Siciliana ha collegato un power-bank al suo governo e alla sua giunta. Inconsapevole, forse, che anche questo dispositivo, ad un certo punto, dovrà essere messo sotto carica oppure cesserà di alimentare quel groviglio politico-istituzionale che ha caratterizzato, soprattutto negli ultimi mesi, l’operato del suo governo.
Chi decide i tempi del rimpasto?
Il cavo di ricarica del power-bank, si scopre, non è nella disponibilità di Schifani. Ma del partito della premier Meloni. Deus ex-machina delle modifiche politiche in atto nell’isola. L’assessora Amata, nonostante il rinvio a giudizio per corruzione, non si è dimessa spontaneamente. E non è nemmeno arrivata una ferrea decisione dal presidente Schifani. Che attende, forse rassegnato, il nulla osta dai palazzi del potere nazionale. E intanto il governo regionale, nonostante i fecondi e trionfanti comunicati stampa, langue. Il presidente commenta: «A breve procederemo al rimpasto del governo». Ma questa dichiarazione è la stessa che viene rilasciata, a intervalli regolari, dallo scorso mese di dicembre. Tutto però lascia presagire che passeranno ancora diversi giorno prima che qualcosa si muova.
In attesa della riunione di Fdi
Un qualcosa che si muoverà solo dopo il 27 aprile, lunedì prossimo. Quando i meloniani Arianna Meloni e Giovanni Donzelli saranno in Sicilia. Per una riunione a porte chiuse che, non è escluso, si possa tenere a Enna. Obiettivo ufficiale quello di sentire la base del partito. Tant’è che, nell’isola, gli incontri dovrebbero essere sei, in totale. Ma non c’è ombra di dubbio che quella del 27 aprile affronterà il dossier Amata. E forse anche quello di Gaetano Galvagno, anche lui a giudizio per corruzione. Ma per Schifani, ancor una volta, la strada sarà tutta in salute. Do ut des. Se dovessero arrivere le dimissioni dell’assessore al Turismo, FdI potrebbe chiedere a Schifani di sostituire in Giunta anche Luca Sammartino, assessore della Lega con delega all’Agricoltura, sotto processo per le presunte infiltrazioni mafiose e la corruzione al Comune di Tremestieri.
Le fibrillazioni interne a Forza Italia
Ma nei pensieri del presidente Schifani, oggi, ci sono anche le tensioni interne a Forza Italia. Sembra sempre più certo il commissariamento deciso da Roma, in vista del congresso che nell’Isola si terrà in autunno. E non più a giugno, come previsto inizialmente. Alcuni nodi devono essere sciolti, soprattutto alla luce del risultato sul referendum sulla giustizia. Riorganizzare il partito, sembra essere la parola d’ordine di Marina Berlusconi. Con l’obiettivo di superare le divisioni interne. Che in Sicilia ruotano soprattutto attorno alla discussa ricandidatura di Marcello Caruso, attuale coordinatore regionale e braccio destro di Schifani. «Lo stato di salute di Forza Italia in Sicilia è buono – ha commentato Schifani in una intervista a Libero – la Sicilia è azzurra e faremo il congresso di sicuro, al momento giusto». Quindi stato di salute buono ma non buonissimo. E questo, per il rimpasto, non sembra essere il momento giusto.