«Mentre l’amministrazione continua a parlare di visione, partecipazione e futuro culturale della città, a Catania si sgombera e si demolisce la palestra Lupo». Inizia così la presa di posizione di Arci Catania sulla demolizione dello spazio di piazza Pietro Lupo, definito «uno dei pochissimi luoghi gratuiti di aggregazione sopravvissuti in città». Nel comunicato si evidenzia […]
Foto di Arci Catania
Demolizione palestra Lupo, Arci Catania: «Non si parla con le ruspe»
«Mentre l’amministrazione continua a parlare di visione, partecipazione e futuro culturale della città, a Catania si sgombera e si demolisce la palestra Lupo». Inizia così la presa di posizione di Arci Catania sulla demolizione dello spazio di piazza Pietro Lupo, definito «uno dei pochissimi luoghi gratuiti di aggregazione sopravvissuti in città».
Nel comunicato si evidenzia come «il progetto preveda la demolizione della palestra e la realizzazione di un parcheggio», nell’ambito di un intervento da circa 4 milioni di euro. «Posti auto al posto di uno spazio sociale», si legge, mentre viene contestata la narrazione di «Catania città della cultura», ritenuta in contrasto con quanto sta accadendo sul territorio. «Non esiste alcuna politica culturale credibile se, nello stesso momento, si distrugge uno spazio reale di socialità e produzione culturale dal basso», sottolinea l’associazione. «Non esiste città della cultura se la cultura indipendente viene spazzata via con le ruspe».
«Tradito un percorso di ascolto e partecipazione»
Arci Catania rivendica inoltre il proprio coinvolgimento nei tavoli di confronto sulla riprogettazione dell’area: «Abbiamo partecipato davvero, difendendo sempre la funzione pubblica, aggregativa e culturale di quello spazio». Proprio per questo, aggiunge, «quanto accaduto è ancora più grave: non è solo una demolizione, è anche il tradimento di un percorso di ascolto e partecipazione».
Nel mirino anche il metodo: «Non si può chiedere collaborazione al mondo associativo, invocare partecipazione e usare il lessico della cultura condivisa, e intanto spianare con le ruspe uno dei pochi spazi che quella cultura l’ha praticata davvero, ogni giorno». Da qui la presa di posizione netta: «Con le ruspe non si parla». L’associazione annuncia quindi «una moratoria politica sulla collaborazione con l’amministrazione comunale» su tavoli e percorsi legati alla promozione di Catania come città della cultura. «Non per sottrarci al confronto, ma per rimettere al centro questioni fondamentali: quale cultura, per chi, con quali luoghi, con quale idea di città».
Infine, le richieste: «La sospensione immediata dell’intervento sull’area della palestra Lupo e l’apertura di un confronto pubblico reale sul destino degli spazi sociali e culturali», prevedendo anche «nuovi spazi pubblici e gratuiti destinati alla cultura come misura compensativa».