«Questa proroga ci consentirà di realizzare i due termovalorizzatori previsti nel nostro Piano regionale dei rifiuti». Così il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, nel commentare la proroga per altri tre anni della nomina a commissario straordinario per la gestione dei rifiuti. Il primo pensiero, dopo il ringraziamento alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, va […]
Rifiuti, Schifani confermato commissario per altri tre anni: «Completeremo i termovalorizzatori»
«Questa proroga ci consentirà di realizzare i due termovalorizzatori previsti nel nostro Piano regionale dei rifiuti». Così il presidente della Regione siciliana Renato Schifani, nel commentare la proroga per altri tre anni della nomina a commissario straordinario per la gestione dei rifiuti. Il primo pensiero, dopo il ringraziamento alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, va ai due impianti che sorgeranno a Palermo, a Bellolampo, e Catania, alla zona industriale. Definiti da Schifani «tasselli fondamentali di una strategia di soluzione organica e definitiva alla gestione dei rifiuti – dice -. L’obiettivo è rendere operativi i due impianti entro la fine del 2028».
Il nuovo piano regionale sui rifiuti
Nominato nel 2024, a Schifani toccava proprio ridisegnare la mappa della gestione dei rifiuti sull’Isola. Uno dei punti più dolenti dell’amministrazione regionale. E anche delle sue casse, considerati i costi per mandare fuori dalla Sicilia i rifiuti che non si riescono a smaltire sul territorio. A novembre dello stesso anno, il presidente-commissario presenta il nuovo piano regionale. Che prevede non solo i due discussi termovalorizzatori, per bruciare tutto quello che non si può differenziare. Ma anche 45 nuovi siti intermedi di recupero e una nuova discarica, oltre all’ampliamento delle esistenti. Un piano che è parso da subito poco orientato alla sostenibilità, ma più alla produzione di energia e combustibile, anche insieme ai privati. E che ha sollevato aspre critiche da parte delle associazioni ambientaliste. Ma non solo.
La Corte dei conti
A chiedere approfondimenti circa il piano era stata anche la Corte dei conti. Che, nella sua relazione, ricordava proprio come l’Unione europea non vedesse di buon occhio i termovalorizzatori, «privilegiando metodi e processi ad impatto zero». Specie in vista degli obiettivi internazionali di decarbonizzazione e raccolta differenziata. Che, in sostanza, renderebbero inutili gli impianti stessi, ad appena due anni dalla loro programmata partenza. Ma il presidente della Regione intende tirare dritto e punta a vedere finite le opere durante il suo mandato.
Il cronoprogramma per i termovalorizzatori
Schifani, nella doppia veste di commissario per la gestione dei rifiuti, richiama il rispetto del cronoprogramma. Si è concluso a settembre l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura per la progettazione di fattibilità tecnico-economica, che dovrebbe essere pronta per fine aprile. Dando il via alla fase di valutazione di impatto ambientale. Abbastanza rapida, nei progetti regionali, con la stima della pubblicazione, entro la fine del 2026, delle gare per la realizzazione dei due termovalorizzatori. Da aggiudicare a inizio 2027, con fine lavori entro il 2028. Progetti dal valore totale di 800 milioni di euro.