Il ciclone Harry e i volontari che si coordinano su WhatsApp: 1500 cittadini in prima linea

Una comunità di siciliani volenterosi, che non rimangono a guardare perché disposti a rimboccarsi le maniche per aiutare. Può essere riassunto così lo spirito che anima un gruppo WhatsApp diventato punto di riferimento per il coordinamento di quasi 1500 volontari. Semplici cittadini, quasi tutti giovani, accomunati dalla voglia di mettersi alle spalle rapidamente la devastazione del ciclone Harry. Dopo una settimana il gruppo Volontari Ciclone Harry continua a raccogliere adesioni. Ogni giorno vengono indicati i luoghi in cui si può aiutare, gli orari, ma anche i contatti di alcuni referenti che poi sul posto si occupano di coordinare i volontari.

L’idea di creare un gruppo di volontari e l’inaspettato successo

«L’idea è nata parlando con il mio amico Simone Grasso, ci conosciamo dal liceo e abbiamo fatto sempre attività di servizio insieme. Lui ha fatto economia e lavora nel mondo della sostenibilità, io ho fatto Giurisprudenza e adesso sto facendo un dottorato in Economia», racconta a MeridioNews Simone Dei Pieri. «Quando c’è stato il ciclone la prima esigenza è stata quella di capire come dare una mano. Insieme ad altri amici abbiamo creato questo gruppo WhatsApp per coordinarci, eravamo davvero quattro persone».

Con il semplice passaparola e senza nessuna sponsorizzazione o macchina partitica dietro il gruppo è cresciuto a ritmi serrati. «In un paio di ore sono entrate centinaia di persone, adesso siamo circa 1500 persone – continua Dei Pieri – Con questo gruppo abbiamo riscoperto il senso della comunità, con una risposta che ha superato in rapidità e potenza quella che è la lentezza istituzionale. In questi giorni abbiamo creato anche dei sottogruppi per provincia in base alle segnalazioni così da essere organizzati ancora meglio».

Il lavoro dei volontari? «Si aiuta come si può, ognuno con le proprie possibilità»

«Nei vari luoghi devastati dal ciclone si lavora divisi per gruppi. Ognuno di questi riesce anche a fare più interventi in un giorno e pure in posti diversi», spiega. Un lavoro riconosciuto anche da operai e ditte che stanno lavorando sul territorio per ripristinare viabilità e sgomberare le case. Lo spirito di questi volontari si affianca al sempre più crescente malcontento della cittadinanza. Non solo nei confronti della lentezza della politica ma anche verso i media nazionali e della loro narrazione con il contagocce sul ciclone Harry. Un’emergenza che sembra già essere passata in secondo piano rispetto alla grave situazione della popolazione di Niscemi, in provincia di Caltanissetta».

«In queste persone prevale il concetto di damuni versu (diamoci da fare, ndr). In una narrazione che si è sempre contrapposta a quella del siciliano pigro che vive di assistenzialismo. La Sicilia a livello mediatico è stata trattata a livello imbarazzante. Adesso, dopo i crolli a Niscemi, si è alzata l’attenzione ma il ciclone Harry e i suoi danni resta in secondo piano. Ci sono persone che hanno perso la casa e il lavoro. Per questo noi tutti pensiamo che ci sono cose che andrebbero fatte in maniera più rapida e snella, come per esempio censire chi è rimasto senza casa nei vari territori».

Come aiutare i volontari del ciclone Harry su WhatsApp

Per fornire il proprio aiuto basta entrare nel gruppo WhatsApp e seguire gli aggiornamenti quotidiani sull’organizzazione delle squadre di volontari. «Persone che sono comunque meno sprovvedute di quanto si possa pensare – conclude Dei Pieri – C’è chi, per esempio, ha messo a disposizione il proprio camion per aiutare a svuotare le case e portare il materiale in discarica. L’altro giorno mi ha chiamato la titolare di un vivaio che ha fornito 50 guanti. Un signore ha lasciato delle mascherine chirurgiche perché in alcuni posti c’è molta polvere. Chi non viene a spalare dona qualcosa, ognuno fornisce il proprio contributo».


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