Carcere di Trapani: detenuto incendia la sua cella, tre poliziotti intossicati

​«Una tragedia sfiorata, tre servitori dello Stato in ospedale e un istituto penitenziario che scricchiola sotto il peso di una gestione dei detenuti problematici ormai fuori controllo». A darne notizia il delegato nazionale Antonio Savalli. E questo è il bilancio di quanto accaduto stamattina, intorno alle ore 08:40, presso la Casa Circondariale di Trapani. ​Un detenuto sottoposto al regime di sorveglianza particolare, ristretto nel reparto Tirreno, ha appiccato il fuoco alla propria cella utilizzando indumenti e il materasso, con il dichiarato intento di ottenere un trasferimento.

L’incendio

In pochi istanti, i locali sono stati invasi da una densa coltre di fumi tossici, annullando ogni visibilità e rendendo l’aria irrespirabile. Tre agenti della polizia penitenziaria sono entrati nella cella satura di fumo per mettere in salvo il detenuto e mettere in sicurezza l’intero reparto. L’eroismo è stato però pagato a caro prezzo. Tutti e tre infatti sono stati trasportati d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Trapani, dove si trovano attualmente in osservazione. Sono sottoposti a ossigenoterapia per la grave inalazione di fumi tossici.

«​Esprimo la massima solidarietà e vicinanza ai colleghi feriti, ai quali va il nostro ringraziamento per aver dimostrato, ancora una volta, l’alto senso del dovere della polizia penitenziaria. Ma il coraggio dei singoli non può continuare a coprire le falle di un sistema che non funziona. È inaccettabile che a Trapani continuino ad essere inviati soggetti in regime di 41-bis. La struttura e l’attuale organizzazione non sono minimamente in grado di gestire detenuti di tale pericolosità e instabilità», ​ha dichiarato il Presidente Nazionale del Con.Si.Pe, Mimmo Nicotra.

L’appello al Dap

«Chiediamo un intervento urgente e risolutivo al capo del Dap, Stefano Carmine De Michele, e al vice Capo Massimo Parisi. È necessario rivedere immediatamente la pianta organica e le dotazioni di sicurezza del reparto Tirreno – dichiara ancora Nicotra -. Alla Direttrice Generale del Personale, Rita Monica Russo, chiediamo garanzie sulla tutela della salute dei nostri agenti. Perché quotidianamente sono esposti a livelli di stress e rischio non più sostenibili. Non possiamo aspettare il morto per capire che Trapani non è il luogo adatto per questo tipo di utenza». ​La Con.Si.Pe continuerà a monitorare le condizioni di salute dei colleghi ospedalizzati. Non esclude neanche ulteriori forme di protesta se non giungeranno segnali concreti da Roma circa l’allontanamento di soggetti incompatibili con la struttura trapanese.


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