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A UniPa nasce il centro «per vincere le sfide etiche» nel rapporto col proprio corpo

«Il rapporto di ogni individuo con il proprio corpo, anche nelle implicazioni cliniche, bioetiche e giuridiche, deve essere affrontato in modo integrato e multidisciplinare». È l’idea di base da cui parte Giuseppe Giaimo, il direttore di Coscienza, il neonato centro di ricerca di ateneo dell’Università di Palermo. Un progetto nato dall’evoluzione del centro interdipartimentale di ricerca per la valorizzazione del corpo donato alla scienza Cir-Coscienza che era nato, nel 2018, con l’obiettivo di promuovere la cultura della donazione del corpo post mortem per scopi di studio e di ricerca. Una missione che adesso si amplia su cinque diversi ambiti tematici: bioetico, biomedico, clinico, giuridico e tecnologico. «L’obiettivo – spiega il rettore di UniPa Massimo Midiri – è mettere in dialogo saperi diversi per rispondere alle sfide etiche, scientifiche e sociali con consapevolezza culturale, civica e umana».

Non più solo la promozione della donazione del corpo dopo la morte. Il centro Coscienza si propone di stimolare la cultura su diverse tematiche legate al rapporto con il proprio corpo, ben prima e ben oltre della morte. Non solo in senso privato ma anche con un’ottica collettiva. Dalla fecondazione assistita all’interruzione volontaria di gravidanza, dalla donazione degli organi al fine vita. «Il nuovo assetto del centro – commenta Giaimo – ci permetterà di costruire un ponte stabile tra ricerca e società civile. Un modo per aprire nuovi spazi per superare e migliorare le norme attualmente vigente in Italia». Leggi che, proprio su questioni di vita e di morte in senso letterale, sono ancora piene di lacune che lasciano spazio a criticità togliendolo alla libertà e all’autodeterminazione. «Tra le finalità del centro – aggiunge il direttore di Coscienza – c’è anche quella di introdurre insegnamenti specifici nei vari corsi di studio e di creare un dottorato di ricerca multi-curriculare sul tema del rapporto tra individuo e corpo».

Un investimento sul futuro che parte da quanto già fatto in passato dal centro di ateneo. Negli anni passati, infatti, è stato istituito l’osservatorio Persona e autodeterminazione in medicina unico nel Mezzogiorno (coordinato dalla professoressa Lucia Craxì) che si occupa, con un approccio multidisciplinare, delle scelte individuali sulla relazione di cura e sul fine vita. Ed è dal centro che è nata la redazione delle prime linee guida in Italia sulla donazione delle parti anatomiche amputate a fini di studio, formazione e ricerca. «Inoltre, abbiamo coinvolto studenti, docenti, professionisti e associazioni – spiega Giaimo a MeridioNews – in molte iniziative scientifiche con eventi divulgativi». Un modo per evitare che temi così fondamentali, che riguardano le decisioni della persona in relazione al proprio corpo e che hanno implicazioni di varia natura, restino relegati soltanto a certi ambienti.


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