Lo scippo dei fondi Pac e gli emendamenti dei senatori Sel:«Pupiata finale o seria difesa della Sicilia?»

In casa Sel regna lo scetticismo. Il sospetto che gli emendamenti presentati dai senatori siciliani all’articolo 12 della Legge di Stabilità, all’esame della Commissione Bilancio di Palazzo Madama, possano rappresentare «la pupiata finale» è forte.

Parliamo della ormai famigerata norma con la quale, il Governo Renzi, per finanziare l’abbattimento degli oneri contributivi per nuove assunzioni, ha pensato bene di attingere dalle risorse del Piano azione coesione (Pac). Tradotto significa, una taglio di 3,5 miliardi per il Sud e di almeno 500 milioni di euro per la Sicilia. 

Come vi abbiamo raccontato qua, l’altro ieri, alcuni senatori della maggioranza, hanno presentato una serie di emendamenti con i quali chiedono al Governo Renzi di rinunciare a quello che si annuncia come un ennesimo scippo ai danni della Sicilia. Una mossa che arriva dopo la denuncia del dirigente regionale alla Programmazione, Vincenzo Falgares, che venerdì scorso, all’Ars, nel contesto di un incontro con i parlamentari nazionali, ha tuonato contro questa norma. Così come hanno fatto la Cgil e l’Anci Sicilia. 

Ma, da cosa nasce lo scetticismo di Sel? Non è forse una buona notizia che i senatori siciliani abbiano presentato questi emendamenti correttivi di una norma antimeridionalsita come questa?

«Certo che lo è- dice a Maridionews Sergio Lima, dirigente siciliano di Sel- e spero sia segno di un reale impegno a difesa della Sicilia da parte dei senatori della maggioranza. Ma, temo che possa, invece, trattarsi, della pupiata finale.  E ho buone ragioni per dubitare.

Dobbiamo ricordare, infatti, che il 6 Novembre scorso, quando la Legge di Stabilità era ancora in Commissione Bilancio della Camera, il gruppo di Sel, con Erasmo Palazzotto in testa, si è accorto subito di questa norma assurda. E ha proposto – sottolinea Lima- un emendamento per sopprimerla. Sapete cosa hanno fatto i deputati nazionali eletti in Sicilia? Lo hanno bocciato. Questo precedente mi rende scettico. Non vorrei che, come al solito, in Sicilia si dichiara una cosa e poi a Roma si continua invece d assecondare il Governo nazionale».

Per la cronaca, la Commissione Bilancio del Senato torna a riunirsi oggi. 

«Perché il loro impegno possa essere considerato serio, – aggiunge il dirigente siciliano di Sel- bisognerebbe che i senatori siciliani si impegnassero in una seria battaglia politica. Ovvero che dichiarassero che non voteranno la Legge di Stabilità se quella norma non verrà modificata».

E, in effetti, dichiarazioni di questo tipo, ancora non ne abbiamo registrate. 

Ma ce ne è anche per il Presidente della regione siciliana, Rosario Crocetta, il cui silenzio sul tema è davvero assordante: «L’unico governatore che non ha protestato in conferenza Stato-regioni è stato Crocetta. Che, chiaramente, di mettersi contro Delrio, lo stesso che ha inviato Baccei in Sicilia, non ha nessuna voglia». 

A questo punto Lima si rivolge al neo-assessore regionale al Turismo Cleo Li Calzi. La quale, dalla sue pagina Facebook, ha lanciato un appello ai deputati nazionali affinché si oppongano a questa norma:

«E’ apprezzabile che l’abbia fatto. Ma sarebbe molto più apprezzabile se si rivolgesse al Presidente per chiedergli di fare sentire la voce del Governo siciliano a Roma». 


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Sergio Lima, dirigente regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, è scettico. Alla Camera, infatti, un emendamento del suo gruppo che voleva correggere la norma che strappa 500 milioni di euro all'Isola, è stato bocciato anche dai parlamentari siciliani. «Per essere credibili dovrebbero dichiarare che non voteranno la Legge di Stabilità se non si aggiusta il tiro». Dal Governo Crocetta si alza solo la voce di Cleo Licalzi che «però dovrebbe rivolgersi al suo Presidente»

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