Arriva la riforma ‘elettorale’ della Formazione professionale targata Crocetta-Scilabra

IL GOVERNO ASSESTA UNO ‘SCHIAFFO’ AL PARLAMENTO DELL’ISOLA, SOSTITUENDO UNA LEGGE CHE DOVREBBE ESSERE APPROVATA DA SALA D’ERCOLE CON PROVVEDIMENTI AMMINISTRATIVI. IL TUTTO CON UN ASSESSORE IN CARICA CANDIDATA ALLE ELEZIONI EUROPEE. E QUESTE SAREBBERO ANTIMAFIA E LEGALITA’?

Leggiamo sui giornali che il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e l’assessore alla Formazione professionale, Nelli Scilabra, starebbero varando la riforma del settore senza passare dall’Assemblea regionale siciliana.

Leggiamo, inoltre, che i fondi pubblici – in forza di questa strana riforma fatta dal Governo senza il voto del Parlamento dell’Isola annunciata, guarda caso, in campagna elettorale – non verranno più erogati a chi gestirà i corsi, ma agli studenti.

Notiamo una stranezza che segnaliamo in primo luogo ai nostri lettori e al mondo politico: dopo un anno e mezzo di blocco del settore della Formazione, improvvisamente, a meno di un mese e mezzo dal voto per le elezioni europee, il Governo annuncia la riforma della Formazione professionale. E lo fa – di fatto – promettendo soldi alla platea dei discenti, ovvero a migliaia e migliaia di giovani disoccupati.

Ci chiediamo che cosa sarebbe successo se una proposta del genere fosse stata formulata, a meno di un mese e mezzo da un importante appuntamento elettorale, da un altro Governo regionale: per esempio, da un Governo di centrodestra.

Ci sarebbero state polemiche, veleni, richieste di autosospensioni all’assessore al ramo eccetera, eccetera, eccetera.

Invece il signor Crocetta, nel nome della sua strana antimafia e della sua altrettanto strana concezione della legalità, annuncia una riforma – peraltro assestando uno ‘schiaffo’ al Parlamento siciliano, di fatto esautorandolo e rubandogli una riforma che non può essere fatta solo sul piano amministrativo – in piena campagna elettorale.

Una bella e grande ‘moralità’ politica, da parte del Governo Crocetta bis. Una mossa che non farà altro che rendere ancora più incandescente il clima a Sala d’Ercole. Insomma, proprio quello che ci vuole per far approvare le riforme…

Ci chiediamo e chiediamo cosa pensano di quest’ultima trovata gli altri candidati alle elezioni europee nel collegio Sicilia-Sardegna: i candidati dei Partiti diversi dal PD, ma anche i candidati dello stesso Partito Democratico siciliano, visto che alle elezioni europee c’è ancora democrazia e c’è il voto di preferenza…


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