Multa al divanopattino elettrico: se la burocrazia è contro le idee che fanno pouf / L’asso di mazze

E niente, a Catania, un quindicenne, ha preso un divano e lo ha messo su un monopattino elettrico creando il divanopattino. Io non ci vedo niente di strano, alla mia età per esempio stare tutto quel tempo in piedi, sul monopattino, con le strade siciliane piene di buche, stanca la schiena. L’idea del divanopattino mi sembra degna e utile. Dicono: ma è pericolosa! Ma se uno cade e cadendo cade dal divano al divano (a me capita sovente quando mi alzo di botto con un “E oppelà” e ricasco indietro sul divano) non si fa male, cosa che invece succede dal monopattino in piedi. O mi sbaglio.

Dice: è pericoloso per gli altri! Voi avete mai impattato con la vostra city car contro una Land Rover Defender vecchio modello? Eppure le Defender circolano. Ecco immaginate invece di avere uno scontro contro un divano: un’apoteosi di comodità. Anche il suono, al posto di “crash” fate “pouf”.
Eppure non si può nulla contro la burocrazia. Le cose ce le devono sempre complicare e i genitori del ragazzo sono stati multati all’in piedi; si dovrebbe dire “seduta stante” ma il divano era ancora per strada e mentre li multavano non sapevano dove minchia sedersi.

Credo che il ragazzo debba fare tutta la trafila per omologare il divanopattino. Lo so che poi, omologato, sembrerà uno scooter elettrico per anziani (che poi io ancora devo capire perché gli scooter elettrici non li dovrebbero potere usare anche i semplici comodisti), a meno che non si aggiunga un televisore e una console da videogame per i semafori. Quando il tutto sarà brevettato ed entrato in produzione fatemi un fischio.


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