Fermento a Catania per l’arrivo di un Sovrano estero

Grande fermento a Catania che si prepara ad accogliere la visita di un capo di Stato estero. Domani, infatti, nel capoluogo etneo, arriva il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, meglio conosciuto, nella sua patria, come ‘Re Gorgio’.
Il Sovrano si fermerà due giorni in città dove incontrerà le istituzioni locali, parteciperà all’inaugurazione dell’anno accademico nello splendido Monastero dei Benedettini (tirato a lucido per l’occasione) e poi andrà pure a commemorare i ‘caduti’ dell’Etna Valley. Previsto, infatti, un incontro con i dipendenti della Micron, la società nata da una costola della Stm (anche questa praticamente defunta) e che ora vuole fare le valigie licenziando 120 ingegneri, nel nome della delocalizzazione.

Per inciso, si tratta di visite di ‘dovere’, previste dal cerimoniale. Il Sovrano estero, infatti, pare non sapere nulla del dramma economico e sociale che affligge l’Isola.  La questione siciliana, per lui, raccontano i bene informati, si pone ad Agosto, quando va in vacanza alle Eolie: prima settimana o seconda? Non si sa. Decide sul momento. La questione rimane aperta.

In Città si preparano anche manifestazioni di protesta. I Comitati, movimenti, associazioni e partiti che si sono unite dentro la sigla “Cittadini e Cittadine Catanesi contro i Circhi Istituzionali e l’Austerity” giovedì sfileranno da piazza Roma fino a Municipio, dove nelle stesse ore il Capo dello Stato estero sarà ricevuto dal sindaco Enzo Bianco e dai maggiori esponenti della politica e dell’imprenditoria locale.

“Saremo in piazza a contestare la visita a Catania di Giorgio Napolitano e del suo circo luccicante ai palazzi ‘bene’ della nostra citta’ ed ai salotti dei nostri governanti, e lo faremo in nome della Catania ‘reale’, quella dei nostri quartieri, quella in cui viviamo come studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici, precarie e precari”.

Da buon rappresentante delle oligarchie europee, Napolitano, probabilmente, non commenterà le proteste e non si confronterà con i cittadini. D’altronde lui deve dare conto solo a Bruxelles e Francoforte…Che vogliono questi catanesi da lui?

D’altronde, una sua presa di posizione, sarebbe inopportuna. Potrebbe essere considerata come una intromissione illecita negli affari interni di uno Stato straniero…


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