Formazione professionale/ L’assessore Scilabra riapre il dialogo e i sindacati si dividono

SULLA NUOVA APERTURA DEL GOVENRO REGIONALE LE DIVERSE POSIZIONI DI UIL SCUOLA, SNALS CONFSAL, ASILFOP, GLI IRRIDUCIBILI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE SICILIA, COBAS E CUB

La Formazione professionale annaspa tra passato e futuro, punto di non ritorno di una riforma mai decollata, per troppo tempo annunciata e arenata nelle sabbie mobili di una politica distratta e legata da un cordone ombelicale che ne pregiudica qualsiasi cambiamento. Avviare il processo riformatore nel settore della formazione professionale è quindi necessario e la politica ha il dovere di fare fino in fondo il proprio mestiere.

Dopo i fatti giudiziari di Messina e Catania si è aperta una sorta di caccia alle responsabilità sul nuovo modello formativo in Sicilia. Un paradosso tutto siciliano. Una maniera, forse, per nascondere magagne e incapacità che colpirebbero i rappresentanti al governo regionale e parte della politica siciliana rappresentata all’Assemblea regionale siciliana.

Che sia chiaro, il magistrato è giusto che intervenga sul reato commesso nell’utilizzo di fondi pubblici, ma non può dettare le regole per la riforma del settore. La politica non può starsene in silenzio. Occorre far tesoro delle parole di Leonardo Agueci, viceprocuratore della Procura della Repubblica di Palermo che con lungimiranza ha tracciato il confine tra ruoli e responsabilità.

Al Governo ed all’Assemblea regionale siciliana l’onere di riformare il settore della Formazione professionale, la magistratura ha sempre svolto con impegno costante e risultati eccellenti il suo mestiere, scovare malfattori, truffaldini e ladri in ogni ambito della vita civile. Attesa e tempi morti non sono più ammessi, il Governo regionale non può agire in simbiosi con le indagini delle forse dell’ordine o con i mandati di arresto spiccati dalle Procure della Repubblica siciliane impegnate a far pulizia laddove emergono ipotersi di reato.

“Non ci piace più che tutti i lavoratori di questo settore debbano sentirsi parte integrante di un comparto di delinquenti – ha dichiarato Giuseppe Raimondi, responsabile regionale di Uil Scuola per il settore della formazione professionale – chiedo ufficialmente all’assessore per la Formazione professionale, Nelli Scilabra, di avviare un tavolo sulle riforme della Formazione professionale. Spetta alla politica intervenire per riqualificare il settore – ha aggiunto – parlare senza sapere di cosa non è più approccio che interessa alla categoria della Scuola come alla segreteria generale della Uil siciliana”.

Sono diversi gli interrogativi che pone il sindacalista. “Dobbiamo sapere se il sistema poggia sulla convenzione amministrativa o sul regime di appalto pubblico – precisa Raimondi -. Il governo si presenti con un testo di legge, che permetta di discutere, carte alla mano, di contenuti che possano diventare proposta di legge dal sottoporre all’Ars”.

Dal 21 ottobre, con il primo dei tre tavolo convocati dall’assessore Scilabra, si inizierà a parlare dell’Obbligo formativo (Oif), filiera più rilevante del sistema formativo regionale. “A livello nazionale si parla dell’Oif come di un segmento ordinamentale mentre da noi in Sicilia non si è ancora recepito il nuovo assetto, né organizzato il servizio – ha precisato il sindacalista della Uil Scuola – l’assessore ha assunto il compito di emettere, a partire dai prossimi giorni, i decreti di impegno per la prima annualità dei corsi di obbligo scolastico, mentre per le seconde e terze annualità gli uffici procederanno sin dai primi di novembre, si faccia subito e senza perdere più tempo”.

Al tavolo di domani si parlerà anche delle attività di rendicontazione ferme agli anni scorsi e dello svincolo delle polizza fideiussorie che continuano a costituire un costo non indifferente per gli enti gestori che sono al collasso economico ed occupazionale.

Invece, nel tavolo tematico del 25 ottobre si tratteranno i temi legati agli esuberi ed alle eccedenze di personale come evince dalla lettura dei documenti depositati da molti enti formativi in sede di progettazione esecutiva. “Proprio ad evitare un pesante impatto sociale – ha sottolineato Raimondi – gli enti con personale eccedente, su invito dei sindacati confederali, hanno rinunciato temporaneamente all’avvio delle procedure di espulsione dei dipendenti in eccedenza, inserendoli a costo pieno in fase di progettazione esecutiva”.

Personale che, secondo quanto riferito dal dirigente della Uil Scuola. deve essere sostenuto e per il quale tutti gli enti con eccedenza di personale, per rientrare nel finanziamento assegnato in sede di seconda annualità dell’Avviso 20/2011, dovranno collocare tutto il personale in Cassa integrazione guadagni in deroga (Cig – d) per almeno un mese, evitando anche errate interpretazioni sull’uso dell’ammortizzatore sociale.

“Sono due le questioni che premono alla Uil Scuola – ha spiegato Raimondi – e che saranno trattate il prossimo 25 ottobre, il trasferimento dei progetti rieditati di Ial Sicilia, Aram, Ancol, Lumen, Aiprig, Anfe Catania, Iraps, Issvire, Anfes ed il futuro dei lavoratori licenziati nel corso del 2012 da Anfe e Cefop”.

“Va garantita la continuità lavorativa al personale degli enti raggiunti da decreto di revoca – ha sostenuto il dirigente sindacale – mentre per i licenziati, si tratta di 658 lavoratori parte dei quali è stata ricollocata come accaduto agli operatori degli sportelli multifunzionali rientrati attraverso il progetto Spartacus dell’assessorato regionale al Lavoro”.

Il 28 ottobre si insedierà il tavolo sull’esodo e la fuoriuscita incentivante al quale parteciperanno esperti nel settore della previdenza a supporto delle parti sociali e dell’amministrazione regionale.

“Come Uil abbiamo chiesto la presenza del dipartimento Lavoro ed aperto un canale di collegamento con il ministero del Lavoro – ha detto Raimondi – per individuare percorsi e soluzioni fattibili e condivisibili anche in termini di risorse individuabili in aggiunta ai 45 milioni di euro che la Regione siciliana ha messo a disposizione”.

“Non mi aspetto una platea vasta – ha rilanciato – le ipotesi al vaglio sono diverse, si pensa ad un periodo di quattro anni di debito contributivo nel quale chiedere ai lavoratori interessati, per esempio, il riscatto della laurea, si potrebbero introdurre incentivi per la fuoriuscita anticipata su questi temi offriamo la massima collaborazione all’assessore Scilabra ed al dipartimento regionale Lavoro”.

“Le tre articolazioni, individuate attraverso il percorso a tappe, se realizzano un riscontro positivo, si potrà affermare di essere riusciti a un buon lavoro – ha concluso il dirigente della Uil Scuola – mi piace che l’assessore Scilabra abbia assunto l’impegno di trovare le soluzioni opportune per riformare il settore”.

Infine, sullo sblocco dei pagamenti, sottolinea il sindacato, la Scilabra ha sostenuto di aver impegnato circa 200 milioni di euro sui 286 disponibili a valere sull’Avviso 20/2011 per l’attività formativa realizzata nel 2012/2013. La lentezza, a parere del giovane assessore, sarebbe da attribuire alla procedure complessa per la piattaforma informatica. Ai fini dell’ottenimento del 20 per cento a saldo del finanziamento, si prevede l’avvio della procedura non prima del mese di novembre.

Sull’annosa vicenda dei ritardati pagamenti delle retribuzioni in favore dei lavoratori è intervenuto, nei giorni scorsi, lo Snals Confsal. In una nota trasmessa all’assessore Scilabra ed al dirigente generale del dipartimento al ramo, Anna Rosa Corsello, il coordinatore regionale settore Formazione professionale dello Snlas, Giuseppe Milazzo ha chiesto che l’amministrazione regionale si attivi con urgenza nell’utilizzare tutti gli strumenti contrattuali e normativi a disposizione per la erogazione degli emolumenti pregressi.

Chiaro il richiamo agli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 5 Ottobre 2010 n.207 che prevedono l’esercizio del potere di sostituzione della Stazione appaltante in caso di ritardato pagamento degli emolumenti da parte dell’ente gestore.

“Lo Snals Confsal, settore formazione professionale – ha dichiarato Milazzo – nel condividere le dichiarazioni dell’assessore Scilabra e del presidente Crocetta in merito alla salvaguardia, attraverso il Ciapi di Priolo, dei lavoratori degli Enti colpiti da revoca di accreditamento, licenziati o appartenenti ad enti di formazione esclusi dal finanziamento del Piano formativo della formazione professionale, ha chiesto una soluzione urgente per la loro salvaguardia occupazionale e retributiva”.

Nella nota sindacale, lo Snals Confsal evidenzia che i livelli occupazionali e retributivi sono garantiti al personale secondo le tutele previste dal quadro normativo esistente e cioè dalla legge regionale del 6 marzo 1976 n. 24; dalla legge regionale del 1 settembre 1993 n.25; dalla legge regionale del 23 dicembre 2002 n. 23; dalla legge regionale del 16 aprile 2003 n. 4; dalla legge regionale del 7 giugno 2011 n. 10.

Critici i sindacati autonomi Asilfop, Gli irriducibili della Formazione professionale Sicilia, Cobas e Cub. In una nota, trasmessa al presidente Crocetta, all’assessore Scilabra e al dirigente al ramo Corsello, lamentano l’assenza di confronto con il Governo regionale su temi scottanti che hanno portato agli sviluppi giudiziari della scorsa settimana.

La nota riporta “Alla luce dell’ulteriore terremoto che ha colpito Catania, portando alla ribalta della cronaca i grandi manovratori degli enti Anfe Catania, Iraps, Issvir e Anfes e dopo le indiscrezioni odierne su controlli in atto a Caltanissetta (ENAIP As.A.Form) e Trapani (EFAL) non è più possibile continuare a credere che quanto accaduto sia un fenomeno isolato ma bisogna rendersi conto di essere davanti ad una cancrena dell’intero sistema. Non hanno funzionato i controlli “capillari” da parte degli organismi preposti, gli accreditamenti, le certificazioni di qualità, le rendicontazioni e tutto quanto di farraginoso messo in atto che con meticolosità ed ingegno è stato aggirato o, non vogliamo crederci, è sfuggito o per distrazione o per altro, durante le verifiche ispettive. Malgrado le scriventi OO.SS. abbiano più volte segnalato all’amministrazione regionale situazioni non poco chiare e sospette portate avanti da alcuni enti formativi, chiedendo immediati provvedimenti, i lavoratori continuano a pagare in prima persona non ricevendo gli stipendi per mesi e mesi subendo anche, ingiustamente, la cassa integrazione mentre gli enti e i loro presidenti lucrano e si ingrassano dall’alto dei loro noni livelli”.

Ai sindacati autonomi non va giù che gli impegni assunti formalmente dall’esecutivo con gli accordi sottoscritti non vengano poi mantenuti come nel caso del mancato sblocco dei pagamenti pregressi in favore dei lavoratori.

 

p.s.

un resoconto più ampio della posizione dei sindacati autonomi lo potere trovare in altra parte del giornale. 


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