Tares, la Federconsumatori chiede una proroga per Palermo

TROPPI DISGUIDI DA PARTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

Il 15 settembre scadrà il termine per il pagamento dell’acconto della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, ma i disguidi, il caos e la confusione che hanno contrassegnato, a Palermo, il debutto della tassa che sostituisce la Tarsu, hanno spinto la Federconsumatori a chiedere il rinvio della scadenza. Confusione, informazioni insufficienti, ressa di cittadini davanti agli sportelli del settore Tributi del Comune, disperata e vana ricerca di delucidazioni: questo lo spettacolo andato in scena nei giorni scorsi nel capoluogo siciliano.

La Tares è la prima tassa per la quale, il cittadino-contribuente deve darsi da fare da solo per capire quando, quanto, dove e come deve pagare. E, quando il Comune, con i suoi mezzi, si è mosso per cercare di fare chiarezza, non ha fatto altro che aumentare il caos.

Federconsumatori denuncia “ressa di cittadini e impiegati agli sportelli informazione per la Tares, soprattutto nell’approssimarsi della data di scadenza. Inoltre, trovare libero uno dei numeri telefonici preposti a dare informazioni è diventato ancora più difficile. E non si tratta solamente di cittadini che non hanno ricevuto la lettera del Comune, ma di tanti casi particolari che necessitano informazioni particolareggiate. Il nostro sportello registra tante segnalazioni di cittadini, in particolare anziani, che non hanno ricevuto a casa il bollettino e che hanno perso intere mattinate per la grande confusione agli sportelli”.

Per questo, Lillo Vizzini, presidente regonale di Federconsumatori, precisa: “Visto la ormai imminente data di scadenza, chiediamo all’Amministrazione comunale una breve proroga, e senza oneri aggiuntivi, per ottemperare al pagamento della Tares. Soprattutto per chi non ha ricevuto il bollettino a casa”.

Sono state poche migliaia, però, i cittadini che hanno ricevuto a casa i bollettini con la cifra da pagare; gli altri hanno dovuto fare da sé. Il meccanismo di calcolo è stato spiegato con un vademecum, mandato anche per posta elettronica, e con un apposito collegamento sul sito istituzionale del Comune.

Questo il tenore delle spiegazioni per il calcolo di quanto spetta da pagare: “La prima rata in acconto, in attesa dell’approvazione delle tariffe valide per l’anno 2013, è calcolata nella misura del 50% dell’importo determinato, applicando alle superfici occupate a decorrere dal 1° gennaio 2013, le tariffe e le agevolazioni o riduzioni Tarsu stabilite e concesse nell’anno 2012, al netto delle addizionali comunali (pari al 10% -oggi abrogate) e comprensive dell’addizionale provinciale pari al 5% del tributo (addizionale che per legge viene riversata alla Provincia). Si precisa che il pagamento della Tares è in autoliquidazione, ovvero senza invio di cartelle esattoriali”.

Cioè, ognuno deve fare da sé, appunto. Sul sito c’è anche un link per il calcolo dell’importo della tassa, a disposizione dei tanti che non hanno ricevuto il bollettino, ma accessibile, chiaramente, soltanto a chi ha disponibilità e dimestichezza con il computer e con internet. Per pagare, le alternative erano la tradizionale via dei bollettini, alle Poste, o attraverso gli strumenti on line, con i bollettini postali o con i modelli F24. Ma, anche qui ci sono state difficoltà, tanto che, soltanto oggi, sul sito del Comune, sono stati pubblicati i codici esatti per la compilazione dei modelli F24.

Lo stesso ufficio stampa di Palazzo delle Aquile aveva dovuto diramare un comunicato per spiegare che c’erano stati alcuni disguidi con singoli istituti bancari, i cui sistemi informatici inizialmente non accettavano il codice tributo della Tares, per cui si era diffusa la notizia, del tutto infondata, che non fosse possibile pagare la Tares tramite strumenti online.

Anche per quanto concerne il pagamento dei bollettini postali via computer, la comunicazione è imprecisa, perché manca il codice da inserire sul bollettino bianco, in basso a destra.

La Tares può essere pagata online attraverso un F24 online, specificando nella Sezione tributi locali, il codice tributo 3944, il codice comune G273 e, alla voce “mese di riferimento”, la cifra 0102, oppure, con un bollettino Tares precompilato e basta indicare il codice catastale

G273 oltre ai propri dati). Più complicato pagare il bollettino dal sito della propria banca, per la mancanza del codice da inserire in basso a destra.

Dai dati diffusi ieri dal Comune, riferiti ai pagamenti fino al 31 agosto, risulta che la maggioranza degli F24 è stata pagata online.

 


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