Cracolici (PD): “In coalizione con Monti avremmo vinto!”

“Dicendo chiaramente che noi stavamo con Monti e apparentandoci in coalizione, avremmo vinto le elezioni politiche e adesso ci sarebbe un governo PD-Scelta Civica”. Questa l’analisi del voto alle ultime elezioni  da parte del deputato regionale del PD Antonello Cracolici alla riunione di ieri sera in via Bentivegna a Palermo, convocata per capire quali siano le lezioni del voto, dell’elezione del Presidente e del nuovo governo-Letta. Insomma,  dove dovrebbe dirigersi il PD. Sempre che esista ancora un PD. Perché alcuni sostengono che l’esperienza stessa del PD è arrivata al capolinea.

Antonello Cracolici (foto tratta da Wikipedia)

L’analisi di Cracolici non ha convinto tutti, soprattutto Corradino Mineo, che, per la verità parlando prima di Cracolici, aveva invece sottolineato l’interesse per le posizioni di Barca e per un nuovo percorso del PD. Come è noto ai nostri lettori, Corradino Mineo ha già dichiarato di non avere votato Napolitano, preferendo Rodotà, perché rappresentava, oltre tutto il resto come uomo politico del PD, una possibilità d’apertura all’elettorato del M5S.

Oltre al senatore Mineo e a Cracolici erano presenti i deputati nazionali Magda Culotta e Davide Faraone.  Ma alla fine, il dibattito si è imperniato sulla evidente divaricazione tra le varie anime del PD, qui rappresentate da Mineo e Cracolici. Da un lato, quella di Cracolici, convinto ancora, dopo la batosta elettorale subita da Monti soprattutto in Sicilia, che l’alleanza con Scelta Civica doveva essere organica e non ad elezioni fatte. Dall’altro Corradino Mineo che invece ha richiamato l’attenzione nel rapporto con gli elettori . “In campagna elettorale mi avete fatto incontrare i militanti PD” dice “che a sua volta avrebbero dovuto mettersi in moto con gli elettori. E invece si deve trovare il rapporto diretto con l’elettorato. “ Ha dichiarato Mineo nella sua analisi.

E l’elettorato,  senza dubbio ha abbandonato in gran numero il PD siciliano. Del perché, sembra parlarne solo Mineo, che pure non ha una base elettorale in Sicilia, ma da collega giornalista, evidentemente ha per lo meno letto i risultati delle elezioni zona per zona (come abbiamo fatto noi) cosa che Cracolici sembra non aver realizzato.

E’ vero, infatti, che l’unica vincitrice, sia pure a metà, delle elezioni nella zona occidentale dell’isola è stata Magda Culotta che ha una base elettorale in larga parte  orientata a sinistra e anche al Sel, soprattutto nelle Madonie. Dunque con una posizione distante da Scelta Civica.

Corradino Mineo (foto tratta da Wikipedia)

Cracolici dichiara anche che “da soli non si vince, lo abbiamo visto nelle elezioni regionali, e quindi dobbiamo accettare d’essere un partito modesto e non un grande partito”.

Forse Cracolici non si è reso conto che la Culotta ha ottenuto meno voti del previsto perché il fatto che sia stata sostenuta da lui alle primarie le ha nociuto alla prova dei fatti, e cioè con l’elettorato vero, quello delle elezioni politiche.

Il PD siciliano si avvia dunque al congresso con una dirigenza evidentemente spaccata e con una battaglia tra rinnovamento e continuazione delle vecchie alleanze e le “alchimie” della vecchia politica. D’altronde, lo stesso Cracolici dichiara “Dovevamo continuare l’esperienza siciliana anche a scala nazionale per vincere”.

Ci sono dunque, almeno a giudicare dalla riunione di ieri e dei presenti e di ciò che hanno detto, almeno tre “anime” del PD: una, più orientata “a sinistra”, con Corradino Mineo e probabilmente Magda Culotta. L’altra, di Cracolici, orientata all’alleanza organica con Udc  e Monti. L’altra ancora, quella della “rottamazione” e cioè del renziano Davide Faraone.


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