Muos di Niscemi, Crocetta: “Chiederò uno studio all’Istituto superiore della Sanità”

Oggi è stata una giornata molto intensa per il nuovo Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.

Che, da eurodeputato della sinistra, si ritrova catapultato nel marasma della politica e dell’economia siciliana. Certo non deve essere facile. E, nemmeno, l’esperienza di sindaco di Gela, per quanto si tratti di una città difficile, può essere minimamete paragonabile al governo di questa regione.

Compito, sicuramente, diffcilissimo. Ma, speriamo che, le correnti del mare magnum della politica siciliana, non lo facciano deviare troppo dalle dichiarazioni d’intento pre-elettorali.

Oggi con la giunta, ad esempio, secondo alcuni osservatori, avrebbe già commesso un primo passo falso. La, nomina, cioè, di un assessore regionale all’Economia, indicato dalle segreterie romane (le stesse che appoggiano il governo della macelleria sociale di Monti) e, soprattutto, non siciliano. Una mossa che sembrerebbe in contrasto con le dichiarazioni rese da Crocetta in favore della difesa dell’Autonomia e dell’orgoglio di una rivoluzione siciliana.  “La sicilianità- ha detto Crocetta- si vedrà nei fatti”. Speriamo. Cominciamo col regalare al nuovo assessore una copia dello Statuto siciliano, sottolineando gli articoli 36-37  e 38, per sicurezza.

Non solo giunta oggi. Il nuovo Presidente della Regione, ha dovuto confrontarsi con un’altra questione cruciale per la Sicilia. Quella del M.U.O.S di Niscemi. Ovvero l’installazione di nuove potenti antenne nella base americana di c.da Ulmo.

Le ultime 24 ore sono state ad alta tensione nelle aree adiacenti agli ingressi della stazione Usa, tra Niscemi e Caltagirone. Come sappiamo, c’è una forte opposizione, da parte di centinaia di comitati e di molti sindaci, a questa installazione che si teme possa avere gravissime conseguenze sulla salute dei cittadini di almeno tre province (Caltanissetta, Ragusa, Catania).

Da stamattina, gli attivisti, con il supporto dei sindaci della zona che ieri si sono riuniti a Vittoria, presidiano i cancelli per impedire l’ingresso dei camion che trasportano materiali necessari ad ultimare l’impianto.  Un presidio, tra Caltagiorone e Niscemi (l’ingresso dalla sughereta),  è autorizzato. Gli altri ancora no. Le forze dell’ordine, in buona sostanza, stanno cercando di convincere i No Muos a mollare la presa.

Un braccio di ferro, al momento, dialettico. Ma i nervi sono tesi, da entrambe le parti. La posta in gioco è altissima. Lo dimostra, ad esempio, come ci raccontano da Niscemi e da Caltagirone, il fatto che le volanti della polizia che stanno presidiando la zona sono tantissime. Molte di più di quanto normalmente ne circolano sul quel territorio.

Della giornata niscemese, il Presidente della Regione è sembrato informato. A margine della conferenza stampa convocata per presentare i nuovi assessori, gli abbiamo chiesto un commento sul caso: “Proprio stamattina ho avuto una riuonione in Regione per parlare di questo caso. Incaricherò l’Istituto superiore della Sanità di fare uno studio sulla pericolosità di queste antenne per la salute e per l’ambiente” ha detto il governatore a LinkSicilia. 

Dichiarazione che, a caldo,  non soddisfa del tutto i movimenti No Muos, che ricordano gli impegni più decisi  presi dallo stesso Crcetta, sia in veste di  eurodeputato che di candiato alla Presidenza (come vediamo nel video sotto), per fermare questo progetto.

Bisognerà capire, insomma, se nella sua nuova veste di Presidente della Regione siciliana (pur comprendendo le difficoltà di una iniziativa che riguarda gli Usa)  vorrà porre la stessa determinazione e la stessa grinta alla base del suo no.

 

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