Europa, colante muco da un naso di catecumeni

C’è qualcosa di nuovo nell’aria. Anzi no, di antichissimo: si chiama “ l’unico e le sue proprietà”. Ci si prepara alla terza guerra, torna il mercato nero, la gente fa la fila per il caffè e la rabbia si trasmette di padre in figlio. Ecco, Europa, colante muco da un naso di catecumeni, in Alaska vogliamo andare noi. Fumo magro nelle osterie, auto in fuga, cadaveri appesi agli alberi dei viali. Ognuno torna solo, ramingo, dunque unico, non si sente più il bisogno di essere rappresentati, né di delegare altri in propria vece, si ammette l’inutilità di ogni emissario. Ci si mette in cammino, ritirati in noi stessi, ma solo per ricaricarsi e prepararsi meglio a colpire. Si prova disgusto, ma, si sa, questa è la vita.

Ora, a 50 anni, scopri un vecchio sentimento: ripugnanza. Questo basta. Ti aggreghi spontaneamente ad altri come te, e si parte, via. Rivoluzione. Impiccagione. Assalto e pestaggio. Uomini di ogni età, barbe incolte, donne affacciate dai balconi. Biancheria stesa fuori anche nei salotti della città. Fusti incendiati agli angoli delle strade. Borse in ribasso. Cambio a sfavore. L’altro mi fa: a me non importa un cazzo, voglio solo portare a casa i soldi. Ci ho famiglia, io. Questo basta. Mi appoggio al cassone di un furgone e vomito.

Palermo somiglia tanto a Belfast, ed è un bel giorno d’autunno: stesso odore di escrementi, stessa puzza di capretto al forno, strade scassate come lì. Fogne. Cani randagi. Erbacce. Devo pensare, mi dico, pensare bene, e metto la testa tra le mani. Sento il giornale radio, leggo qualcosa, guardo il traffico un’ultima volta e mi sento solo. Non sono mai stato così solo, in effetti. Provo disgusto, ma, si sa, questa è la vita.

 

 


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