Barometro elettorale/ Musumeci in testa nonostante una comunicazione così così…

A due giorni dalla chiusura delle liste per il rinnovo dell’Ars vediamo di fare il punto della situazione sui candidati alla presidenza della Regione. Il profilo dei candidati è ormai più chiaro. I primi cinque ‘papabili’ nella corsa per la guida della Sicilia – a meno di sorprese clamorose – dovrebbero essere, nell’ordine, Nello Musumeci, Gianfranco Miccichè, Claudio Fava, Rosario Crocetta e Giancarlo Cancellieri.

Il Barometro elettorale non si fida dei sondaggi che – specie se commissionati dall’una o dall’altra parte politica – come abbiamo più volte scritto, più che fornire delle possibili indicazioni di voto, finiscono con il tentare di condizionare lo stesso voto.

Nel provare a individuare quello che potrebbe essere il voto dei siciliani, il Barometro si rifà ad altri parametri. E cioè:

– la capacità di alcuni candidati alla guida della Sicilia di guadagnare consenso con il cosiddetto voto disgiunto (elettori che votano per un candidato alla presidenza della Regione e per forze politiche diverse dal Partito del candidato alla presidenza della Regione);

– la perdita di consenso a causa del voto disgiunto (gli elettori di un Partito che, in base ad accordi politici, dovrebbero votare per un candidato alla presidenza della Regione e invece votano per un altro candidato);

– la forza delle liste, ovvero l’effetto ‘trascinamento’;

– l’efficacia dei messaggi dei candidati alla presidenza della Regione;

– l’esperienza.

A poco più di un mese dal voto il Barometro elettorale segnala tre candidati in grado di intercettare il voto disgiunto: sono Nello Musumeci, candidato di Pdl, Cantiere popolare e La Destra; Gianfranco Miccichè, candidato di Grande Sud, Partito dei Siciliani di Raffaele Lombardo e Fli-Mps; e Claudio Fava, candidato della Sinistra (Sel, Rifondazione comunista, Verdi, Italia dei Valori, Un’Altra storia di Rita Borsellino e ‘cartelli’ della sinistra vari).

Secondo il Barometro elettorale, il candidato che intercetterà, in assoluto, più voti disgiunti è Nello Musumeci, che va fortissimo a Catania e provincia (dove il barometro prevede per Musumeci oltre 400 mila voti di preferenza, con una percentuale che dovrebbe andare oltre il 60%). Musumeci va forte anche in altre province. Anche se finora la sua comunicazione non sembra molto efficace. 

A differenza degli altri candidati, che proveranno a farsi ‘trascinare’ dalle liste, con Musumeci avverrà il contrario: sarà lui a ‘trascinare le proprie liste (appunto perché intercetterà tanti voti disgiunti, Musumeci prenderà molti più voti della sommatoria dei voti delle liste che lo sostengono).

Per il Barometro elettorale al secondo posto c’è Miccichè. A meno di colpi di scena dell’ultima ora, il candidato di Grande Sud avrà in suo sostegno tre liste: due che dovrebbero attestarsi tra il 9 e il 12 per cento e una terza tra il 6 e il 7 per cento. A queste si dovrebbero aggiungere piccole liste di contorno. Se le liste di Miccichè non raggiungeranno, nel complesso, il 27-28 per cento difficilmente riuscirà a insidiare Musumeci.

Per Miccichè, che si segnala per un’efficace comunicazione, le possibilità di raggiungere Musumeci sono direttamente proporzionali al voto disgiunto che riuscirà a intercettare. Un elemento che svantaggio Miccichè sono i tanti candidati ex lombardiani presenti in liste che sostengono altri candidati.  

Anche Fava, che per il Barometro elettorale sta al terzo posto (e che il Barometro elettorale dà più avanti rispetto ai sondaggi), dovrebbe intercettare una quota importante di voto disgiunto. Fava acquista ogni giorno consensi sia per le divisioni interne al Pd (la ressa per le liste – vedi il caso di Lillo Speziale – compromette ulteriormente l’immagine di un Partito già appannata), sia per una comunicazione molto efficace.

Negli ultimi quindici giorni Fava – a parere del Barometro elettorale – è riuscito a far passare, nell’immaginario dell’elettorato progressista della Sicilia – che il vero candidato della Sinistra siciliana è lui.

Fava parte avvantaggiato rispetto a Crocetta, che si deve tirare dietro un Pd sempre più rissoso e, contemporaneamente, silenzioso rispetto alle storie venute fuori in questi giorni (emblematico il silenzio dei dirigenti del Pd siciliano sulla gestione dei fondi riservati della presidenza della Regione o sullo scandalo della formazione professionale ancora boccata a fine settembre) e un’Udc con i candidati che, in parte, nei manifesti, non scrivono “Crocetta presidente”.

Giancarlo Cancellieri, del Movimento 5 Stelle, è un candidato che ha presentato il programma di governo più chiaro (i programmi degli altri quattro candidatio sono in ‘evoluzione’ o non ci sono affatto). Di questo partito il Barometro elettorale segnala le grandi potenzialità delle liste: le uniche in grado di convincere gli elettori riottosi a recarsi alle urne.

Gli altri candidati, con rispetto parlando, non sembrano in corsa.

Tirando le somme, il Barometro elettorale vede in testa Musumeci (che potrebbe incrementare il proprio vantaggio con una comunicazione più efficace). Ma non vede male gli altri candidati. Miccichè e Fava sono in crescita, mentre Crocetta nel computo tra voto disgiunto che potrebbe intercettare e voti di liste che potrebbe perdere rischia di ‘contabilizzare’ un bilancio negativo.


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