36 Quai des Orfèvres

Titolo originale:  36 quai des orfèvres
Nazione:  Francia
Anno:  2004
Genere:  Drammatico
Durata:  110′
Regia:  Olivier Marchal
Sito ufficialewww.36lefilm.com

Cast:  Daniel Auteuil, Gérard Depardieu, Valeria Golino, André Dussollier, Roschdy Zem, Daniel Duval
Produzione:  LGM Productions, Gaumont
Distribuzione:  Medusa

“36 quai des orfevres” altro non è che l’indirizzo del dipartimento di polizia per il quale lavorano i due protagonisti Lèo Vrinks (Daniel Auteuil) e Denis Klein (Gérard Depardieu). Questi due uomini hanno vissuto in competizione tutta la loro vita non solo sul lavoro ma anche nei sentimenti, infatti Vrinks ha sposato la donna amata da entrambi, e mai dimenticata da Klein, Camille (interpretata da un’affascinante Valeria Golino) ma la pista percorsa dai due per sgominare una sanguinaria banda di criminali porterà ad inaspettate conclusioni. Questo film è basato su una storia vera, quella dell’ex poliziotto Dominique Loiseau,che ha collaborato alla sceneggiatura e a cui è stato dedicato il film, il quale è stato accusato e incarcerato ingiustamente per corruzione, e di alcuni casi di cronaca francese accaduti negli anni ’80.
36 è un film dal ritmo serrato, in cui le atmosfere claustrofobiche della burocrazia francese si fondono con quelle della criminalità parigina. Marchal ci mostra la vita di questi poliziotti, da lui conosciuta molto bene, poiché è stato poliziotto egli stesso, e forse questo lo porta a trattare alcune scene in maniera un po’ troppo melodrammatica e fa troppo pesare il suo coinvolgimento emotivo.

I personaggi sono delineati abbastanza approfonditamente, Vrinks si distingue per i suoi metodi “non ortodossi” e allo stesso tempo per la sua etica e spirito di corpo, Klein messo in ombra dallo scomodo collega, si sente sconfitto in tutto e cova un forte rancore per l’ex amico. La vendetta è il sentimento che maggiormente spinge l’azione in tutto il film, sia dei “buoni” che dei “cattivi”.

Le scelte registiche di Marchal, sono abbastanza classiche, tralasciando qualche soggettiva o qualche inquadratura in cui la macchina da presa ha angolazioni particolari, il tutto confluisce a creare un’opera piacevole anche se non eccelsa, un thriller dal sapore europeo, con qualche strizzatina d’occhio a quello americano, con Auteuil e Depardieu ben calati nelle loro parti.

Una curiosità: il regista fa una piccola apparizione nel film, interpretando un criminale, Cristo, arrestato da Vrinks.

Fonte: www.flmup.com

 

La confrontation est rude entre Léo Vrinks (Daniel Auteuil) et Denis Klein (Gérard Depardieu).

L’un est chef de la BRI, l’autre est celui de la BRB. Tous deux enquêtent sur la même affaire, celle de braqueurs de transport de fonds particulièrement violents et efficaces. Alors que le directeur de la PJ change de fonction, la bagarre fait rage entre les deux hommes pour obtenir la place convoitée. Le duel Auteuil/Depardieu peut commencer.

36 quai des orfèvres est un retour en force du polar : très noir, viscéral et basé sur l’affrontement de ces deux flics au caractère complexe. On a là un film singulier comparé aux sorties actuelles puisqu’il ne mise sur aucun artifice pour plaire contrairement à beaucoup d’autres. Et si ce polar semble si réel, c’est avant tout grâce à la réalisation d’Olivier Marchal. Cet ancien flic, déjà auteur de Gangsters, passe cette fois au stade supérieur et démontre toutes ses qualités de metteur en scène. L’ambiance est sombre à souhait, limite glauque, en particulier grâce à la musique sur laquelle un énorme travail a été effectué. Les dialogues font vrai et sont parfois assez crus, à l’instar de quelques scènes violentes. Le cadrage, particulièrement resserré et permettant de voir toutes les imperfections de l’épiderme, rajoute à la tension du film et du jeu des acteurs, tous très bons.

Mais tous les critères ne réussite ne sont pas remplis. L’histoire, bien ancrée dans la réalité et basée sur un fait réel, n’est pas toujours convaincante. Le problème ne vient pas du fait que ce soit une fiction (c’est même un avantage), mais d’un manque de fond et d’explication. Les liens de l’affaire ne sont pas forcément clairs et il manque une relation de fond, un passé, entre les deux flics. De plus, le rythme particulièrement lent empêche le film de toujours accrocher. Bien que cela soit clairement un parti pris de réalisation, il en ressort qu’il aurait fortement gagné avec plus de tonicité.

36 quai des orfèvres s’adresse clairement aux amateurs de polar. Avec son rythme lent, ses plans très serrés et l’opposition de deux têtes d’affiche, il plaira aux fans du genre. Les autres auront un peu plus de mal à y trouver leur compte. En tout cas, voilà un film français assez atypique et intelligent pour le signaler.

http://cinema.krinein.com/36-quai-des-orfrevres-2049.html


Dalla stessa categoria

I più letti

Dal controllo della velocità alla segnalazione di un imminente pericolo. Sono gli Adas, i sistemi avanzati di assistenza alla guida che aumentano non solo la sicurezza, ma anche il comfort durante i viaggi in auto. Più o meno sofisticati, i principali strumenti Adas sono ormai di serie nelle auto più nuove, come quelle a noleggio. […]

Un aiuto concreto ai lavoratori per affrontare il carovita. Ma anche un modo per rendere più leggero il contributo fiscale delle aziende. Sono le novità introdotte dalla conversione in legge del cosiddetto decreto lavoro, tra cui figura una nuova soglia dell’esenzione fiscale dei fringe benefit per il 2023, portata fino a un massimo di 3mila euro. […]

Bottiglie in plastica del latte che diventano dei colorati maialini-salvadanaio. Ricostruzioni di templi greci che danno nuova vita al cartone pressato di un rivestimento protettivo. Ma anche soluzioni originali di design, come una lampada composta da dischi di pvc, un grande orologio da parete in stile anni ’70 in polistirolo e due sedie perfettamente funzionanti […]

«Era come avere la zip del giubbotto chiusa sopra e aperta sotto: ecco, noi abbiamo voluto chiudere la zip di questo giubbotto». Indispensabile se si parla di Etna, dove fa sempre fresco. È nato così CraterExpress, la nuova proposta che permette di raggiungere la vetta del vulcano a partire dal centro di Catania, con quattro […]

Dodici mesi, 52 settimane e 365 giorni (attenzione, il 2024 è bisestile e quindi avremo un giorno in più di cui lamentarci). Un tempo legato da un unico filo: l’inadeguatezza. Culturale, innanzitutto, ma anche materiale, davanti ai temi complessi, vecchi e nuovi. Difficoltà resa evidente dagli argomenti che hanno dominato il 2023 siciliano; su tutti, […]

Il seme del cambiamento. Timido, fragile e parecchio sporco di terra, ma è quello che pare stia attecchendo in questi ultimi mesi, dopo i più recenti episodi di violenza sulle donne. In principio, quest’estate, fu lo stupro di gruppo a Palermo. In questi giorni, il femminicidio di Giulia Cecchettin in Veneto. Due storie diverse – […]

Mai come in campagna elettorale si parla di turismo. Tornando da Palermo con gli occhi pieni dei metri di coda – moltiplicata per varie file di serpentina – per visitare la cappella Palatina e qualunque mostra appena un piano sotto, lo stato di musei e beni archeologici di Catania non può che suscitare una domanda: […]

Riforme che potrebbero essere epocali, in termini di ricaduta sulla gestione dei territori e nella vita dei cittadini, ma che sembrano frenate dalla passività della politica. Sembra serena ma pratica- e soprattutto, attendista – la posizione di Ignazio Abbate, parlamentare della Democrazia Cristiana Nuova chiamato a presiedere la commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana. Quella […]

Dai rifiuti alla mobilità interna della Sicilia, che avrà una spinta grazie al ponte sullo Stretto. Ne è convinto Giuseppe Carta, deputato regionale in quota autonomisti, presidente della commissione Ambiente, territorio e mobilità all’Assemblea regionale siciliana. Tavolo di lavoro che ha in mano anche due leggi su temi particolarmente delicati: urbanistica e appalti. Con in […]

Dall’agricoltura alle soluzioni per il caro energia; dalle rinnovabili di difficile gestione pubblica allo sviluppo delle imprese bandiera del governo di Renato Schifani. Sono tanti, vari e non semplici i temi affidati alla commissione Attività produttive presieduta da Gaspare Vitrano. Deputato passato dal Pd a Forza Italia, tornato in questa legislatura dopo un lungo processo […]