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Rifiuti, lo strano caso delle gare d'appalto nel Trapanese
Solo 4 offerte e tra subappalti ricorre lo stesso consorzio

Pamela Giacomarro

Cronaca – Quattro lotti per 233 milioni di euro. Tanto vale la gestione della munnizza a Trapani e provincia. Sono state circa venti le aziende a interessarsi al bando, ma solo quattro hanno avanzato una proposta. Guardando però ai possibili subappaltatori, emergono aspetti poco chiari. E la Dda di Palermo avrebbe aperto un fascicolo

233 milioni di euro. Tanto vale la gestione dei rifiuti in una parte della provincia di Trapani. Il mega appalto - diviso in quattro lotti, ovvero Trapani, Erice, Marsala ed Alcamo - è stato pubblicato lo scorso mese di giugno dalla Srr Trapani Nord, che ha sostituito l'Ato Tp1 messo in liquidazione nel 2013. Un grande affare, della durata di sette anni, che aveva attirato l'attenzione di circa una ventina di aziende, provenienti da diverse parti d'Italia che avevano chiesto informazioni e, in alcuni casi, effettuato i dovuti sopralluoghi. Alla fine però ben 18 aziende non hanno presentato alcun offerta. E sul mega appalto anche la Direzione distrettuale antimafia di Palermo vorrebbe vederci chiaro e avrebbe aperto un fascicolo.

Sette anni fa, per un appalto analogo, si presentò solo l'Aimeri Ambiente, appartenente al gruppo Biancamano, di proprietà dei fratelli Pier Paolo e Giovanni Battista Pizzimbone, vicini all'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri in quanto tra i fondatori dei Circoli del buon governo. Oggi sono quattro le aziende rimaste in gioco ma tra le sopravvissute emergono dei punti di contatto. Colossi che gesticono molti appalti in Sicilia. 

Per quanto riguarda il lotto di Trapani, sono due le offerte pervenute presso la sede dell'Urega (l'Ufficio regionale che gestisce i grandi appalti): da un lato troviamo la Energetikambiente (ex Aimeri), appartenente al gruppo Biancamano; dall'altro un'Asocciazione temporanea d'imprese formata dalla friulana Sager srl e dalla siciliana Tech servizi. Quest'Ati indica come ditta subappaltatrice la Pianeta ambiente, appartenente al consorzio Ambiente 2.0 di cui fa parte pure la concorrente, cioè Energetikambiente

Peggio va a Erice. Solo una è infatti l'offerta presentata per questo lotto che comprende anche i comuni di Buseto Palizzolo, Custonaci, Favignana, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice. Un'unica busta da parte di un'associazione temporanea di imprese, di cui fanno parte la lombarda Econord sps e la siciliana Agesp spa, quest'ultimadi proprietà del presidente di confindustria Trapani Gregory Bongiorno.

La Agesp è stata al centro di diverse vicende giudiziarie: ad esempio è in corso un processo a Marsala che vede alcuni ex dirigenti della società coinvolti per presunti smaltimenti illeciti di rifiuti. Bongiorno ha licenziato questo personale e poi ha denunciato anche richieste di pizzo nel Trapanese, dove la società si occupa della raccolta in diversi Comuni. Anche in questo caso, come successo per il lotto di Trapani, la Pianeta Ambiente viene indicata tra le quattro società subappaltatrici, da parte dell'Ati composta da Agesp ed Econord.

Unica offerta pervenuta anche per il lotto di Marsala. Si tratta della Energetikambiente (ex Aimeri) che dunque potrebbe continuare a gestire il servizio di raccolta rifuti fino al 2025. A sollevare dubbi sul possesso dei requisiti necessari alla partecipazione dell'azienda del gruppo Biancamano era stato il consigliere socialista Michele Gandolfo, che aveva chiesto chiarimenti al sindaco Alberto Di Girolamo.  «È tutto in regola», ha chiosato il primo cittadino rispondendo durante l'ultima seduta del consiglio comunale lilibeo. 

Anomala risulta invece la situazione che si è verificata per il lotto che comprende Alcamo e Calatafimi. Nessuna offerta è stata presentata all'Urega. Per l'ex parlamentare dei Verdi Massimo Fundarò, oggi confluito in Sinistra Italiana, le colpe sono da attribuire alla giunta pentastellata guidata da Domenico Surdi. «Il Piano Rifiuti predisposto dal sindaco e dalla sua giunta - scrive in una nota l'ex parlamentare - non è economicamente sostenibile, non è remunerativo, in definitiva è errato e va modificato». 

A sostenere la testi del «piano antieconomico» è anche Rodolfo Briganti, l'amministratore della Senesi Spa, azienda che si era interessata in un primo momento all'appalto. «Prima avevamo fatto domanda per tutti e quattro i lotti - spiega a MeridioNews -. Per quanto riguarda Trapani e Marsala, non avevamo i requisiti. I restanti per noi erano antieconomici così abbiamo deciso di non presentare alcuna offerta». 

Entro un mese circa l'Urega dovrebbe essere in grado di comunicare tutte le aggiudicazioni, l'obiettivo è far partire il servizio di raccolta dal primo gennaio 2018. A meno che le attenzioni della magistratura, che vigilia sulla regolarità dell'assegnazione, non impongano scelte diverse.