Chiudi ✖
15

Castelvetrano, sequestro a imprenditori Adamo
Intimidivano aziende col nome Messina Denaro

Redazione

Cronaca – Marco Giovanni Adamo e il figlio Enrico Maria avrebbe beneficiato del sostegno del boss latitante. Questa è l'accusa rivolta loro dalla Direzione investigativa antimafia di Trapani, che ha chiesto e ottenuto il blocco dell'intero patrimonio dei due. Le loro ditte hanno lavorato in grandi appalti anche fuori provincia

Avrebbero beneficiato del sostegno del boss latitante Matteo Messina Denaro, per rafforzare la propria forza economica sul territorio. È questa l'accusa che la Direzione investigativa antimafia di Trapani rivolge all'imprenditore 71enne di Castelvetrano Marco Giovanni Adamo e al figlio Enrico Maria, titolari di un'impresa di movimento terra, che ha lavorato anche in importanti appalti come la realizzazione delle condotte nella diga Delia di Castelvetrano, il metanodotto tra Menfi e Agrigento e l'acquedotto Montescuro Ovest, che fornisce l'acqua in alcuni Comuni delle province di Trapani, Palermo e Agrigento.

In seguito all'attività investigativa, i magistrati hanno fatto richiesta di sequestro del patrimonio. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani e ha riguardato beni per un valore complessivo di cinque milioni di euro, derivanti da appartamenti, terreni, automezzi, un'imbarcazione, conti correnti e tre aziende. Secondo gli inquirenti, Adamo padre avrebbe usato metodi mafiosi per intimidire le aziende concorrenti, facendo leva anche sulla vicinanza a Messina Denaro. 

Il figlio sarebbe subentrato ai vertici delle aziende, nel momento in cui Marco Giovanni Adamo ha iniziato a temere di essere arrestato. A sua volta Enrico Maria avrebbe proseguito i rapporti con la mafia, favorendo anche le imprese di Lorenzo Cimarosa - imprenditore all'epoca dei fatti di riferimento per Cosa nostra - nei lavori del centro comunale polifunzionale di Castelvetrano.