Voto, questo sconosciuto

Elezioni universitarie vicine ma… non così vicine agli studenti. Strano, ma vero: sono in molti a essere disinteressati a questo aspetto della vita universitaria. Nello specifico, siamo andati a chiedere il parere degli studenti della Facoltà di Lingue e letterature straniere, che sembrano  avere idee abbastanza confuse e molto vaghe.

Sono davvero tante le domande che gli studenti si pongono e che restano senza risposte. Prima fra tutte, chi scegliere di votare, se non si conoscono né i candidati né tanto meno le loro intenzioni.

È opinione diffusa, infatti, che “se ne sa poco o nulla” e “ci si rende conto che l’elezione rappresentativa è imminente solo quando alcuni candidati, magari sconosciuti, ti vengono incontro per chiederti il voto”. E’ sufficiente conoscere il loro nome e il partito politico a cui appartengono per votare?

Proprio per questo sembra ormai diffuso il disinteresse di avvalersi del diritto di voto, un diritto che se ben utilizzato, potrebbe aiutare l’università a venire incontro ai bisogni degli studenti, soprattutto nella  Facoltà di Lingue, dove il corpo studentesco si reputa  “abbandonato a se stesso”.

Tra l’altro c’è chi, come Stefano Schillaci, persevera nel suo disinteressarsi alle elezioni, “perché non si vedono cambiamenti, nessun operato”. Fortunatamente, c’è ancora qualcuno che nelle elezioni ci crede ancora, anche se costituisce una assoluta minoranza. Alessandro Viscuso, ad esempio, sostiene che per lui “le elezioni sono importanti, costituiscono un punto d’incontro tra studenti e professori… I nostri rappresentanti, infatti, fanno tanto per la facoltà e soprattutto per noi studenti. So bene inoltre che molti votano chi riesce a ‘prenotare’ il voto prima degli altri, proprio come accade in tutta la politica. Io però ho sempre votato candidati che conosco personalmente, indipendentemente dal partito politico a cui appartengono”.

Tirando le somme, il “bilancio è alquanto negativo”. Resta da chiedersi perché? Il motivo di fondo, comune a tutti gli studenti che abbiamo sentito, è principalmente uno: la mancanza di informazione e di propaganda. Quest’ ultima, infatti,  potrebbe cambiare molto le opinioni correnti, restituendo agli universitari le risposte giuste  alle mille domande sottaciute, diffondendo così idee finalmente chiare sulle elezioni universitarie.


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