Viaggiare con animali, difficile anche in treno Sconti impossibili, disagi e poca sensibilità

Oreste ha due occhioni languidi e una coda perennemente in azione. E la sua sorte sembra non riuscire a portarlo con la padrona Stefania nella Sicilia natia senza dover sborsare cifre esorbitanti per il viaggio. La loro storia l’avevamo raccontata esattamente un anno fa, quando la studentessa catanese, che vive a Cesena, aveva denunciato la sua odissea per poter trovare un volo per lei e il suo cane di taglia media. E per le vacanze estive di quest’anno nemmeno il treno è stato il mezzo di trasporto migliore. «Ogni anno è la stessa storia», esclama scoraggiata la ragazza. «L’anno scorso ero convinta che l’aereo fosse il mezzo ideale, ma ho abbandonato l’idea – spiega – Tutte le low cost non possono mettere Oreste in stiva». Così l’alternativa naturale è sembrata il treno, ma anche il trasporto su rotaie ha riservato loro qualche sorpresa.

«Viaggiando spesso con Trenitalia ho sempre visto cani al guinzaglio, anche senza museruola. Il cane paga la metà del biglietto del suo padrone», precisa. Nonostante la prospettiva di un viaggio con più coincidenze – Cesena-Bologna, dal capoluogo emiliano a Roma e da lì fino alla traversata in traghetto dello Stretto – Stefania ha iniziato a tenere d’occhio il portale di Trenitalia per organizzare con anticipo il rientro a Catania. «Ho controllato sul sito e ho trovato dei prezzi convenienti, così sono andata alla stazione». Convinta di pagare il biglietto scontato e la metà dell’intero per Oreste, «in biglietteria mi hanno preso per pazza».

L’amara verità è che i biglietti a tariffe agevolate non valgono per i possessori di animali. «Sul sito prospettano tutto in un’altra maniera – sottolinea – In biglietteria ho fatto notare che è una cavolata e hanno dovuto alzare le spalle e ammettere che ho ragione». E così l’unica alternativa per rientrare a Catania è stata «pagare 210 euro per un biglietto di sola andata, un viaggio di nove ore con lo stress per i ritardi e la paura di perdere le coincidenze».

E così, per il secondo anno consecutivo, riuscire a viaggiare per cane e padrona è stata una vera impresa. «È sempre la stessa storia – ripete Stefania – Dicono “Il tuo amico a quattro zampe non lo devi abbandonare”, tanti appelli, e poi non si mettono i cittadini in condizione di poter vivere l’estate con i propri animali domestici». Ma assieme al disagio di un viaggio difficile, con il cane costretto a stare nello scompartimento sui piedi della donna o al massimo nel corridoio, si sono aggiunti compagni di viaggio per niente sensibili. «Oreste è di taglia media, non pesa nemmeno 15 chili ed è molto tranquillo, è abituato a viaggiare», garantisce la ragazza. «Una signora, chiamiamola così, si è allontanata schifata da noi e, parlando al telefono, ha iniziato a criticare ad alta voce chi viaggia con gli animali». Ma anche chi non è arrivato a questi estremi ha fatto pesare il disagio di trovarsi come compagno Oreste. «Mi hanno chiesto di cambiare posto, ma ho risposto che era quello che mi è stato assegnato. Il problema non sono io né Oreste, ma l’azienda».


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