Turismo in Sicilia occidentale, per Cna Trapani è «rischio crisi strutturale». Airgest: «Attenti ai prezzi»

Bisognerà attendere settembre per valutare, dati alla mano, che estate sia stata per il turismo siciliano. Ma, intanto, dalla Cna di Trapani (Confederazione Nazionale Artigiani) arriva un messaggio chiaro alla politica regionale: «Mentre il presidente Renato Schifani e la giunta parlano entusiasti di una presunta crescita del turismo – dichiara Cristina Cianti, presidente del raggruppamento Turismo – il riscontro reale dice il contrario. Ce lo raccontano gli operatori, dalle strutture ricettive ai ristoratori e balneari. Le disdette aumentano, i soggiorni si accorciano, la presenza della clientela italiana, da sempre asse portante della stagione, diminuisce mentre aumentano i turisti mordi e fuggi che non pernottano e generano un impatto economico marginale sul territorio». Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario Cna Francesco Cicala: «Una stagione che avrebbe dovuto segnare la vera ripartenza post pandemia si sta trasformando in una delusione diffusa, con segnali sempre più allarmanti di una crisi destinata a diventare strutturale». Diminuzione confermata dai dati di Assoaeroporti: tutti gli scali siciliani registrano una diminuzione percentuale a giugno rispetto allo scorso anno. Solo lo scalo di Palermo si mantiene pressoché stabile, con un più 3 per cento di passeggeri. Tra i dati negativi, spicca la bassa performance di Comiso che registra, invece, un meno 33 per cento per i movimenti e un meno 80 per cento di passeggeri.

Dai voli ai trasporti: i nodi del turismo siciliano

E sul tavolo delle rivendicazioni ci sono proprio la mobilità turistica, la rete trasporti inadeguata e «l’annosa inefficienza del piano voli dell’aeroporto di Trapani-Birgi – spiega Cicala – la cui programmazione viene definita in colpevole ritardo, con le rotte annunciate all’ultimo minuto, impedendo qualsiasi pianificazione operativa ed escludendo il territorio dai principali canali di vendita e promozione». Quella dei tour operator internazionali, le cui offerte vengono definite con mesi d’anticipo. E anche quando i visitatori arrivano, possono muoversi poco e male. Situazione che a volte li spinge a rinunciare in partenza. «Le strade sono disseminate di cantieri interminabili, interruzioni e deviazioni – continua il segretario Cna Trapani – Gallerie chiuse da anni e arterie dissestate rendono i collegamenti interni un’odissea quotidiana. Per non parlare dei collegamenti ferroviari tra le principali destinazioni turistiche della Sicilia occidentale: ad oggi, di fatto, muoversi in treno tra Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Selinunte e Palermo è impensabile. E anche il trasporto pubblico locale è assolutamente inadeguato e lontano dalle esigenze del turismo moderno».

Crisi idrica e incendi: la non accoglienza dell’Isola

Criticità storicamente insite nel sistema, ma «inammissibili nel 2025 per una regione a vocazione turistica come la nostra e, tuttavia, ancora colpevolmente sottovalutate e irrisolte». Questioni a cui se ne aggiungono altre, non direttamente collegate ai visitatori ma con un forte impatto sull’appeal della Sicilia e sull’esperienza dei viaggiatori. «Come la crisi idrica, che compromette l’intera filiera dell’accoglienza, non solo le strutture ricettive, ma anche ristoranti, bar, lidi e attività di ristorazione e somministrazione – continua Cicala – E poi, ogni estate, lo stesso dramma: gli incendi. Anche quest’anno ettari di vegetazione, paesaggio e patrimonio sono stati divorati dalle fiamme. Un altro colpo diretto alla reputazione della Sicilia, che viene percepita come fragile, insicura e disorganizzata». Ancora una volta una questione di programmazione mancata, denuncia la Cna Trapani, da parte del governo regionale che «si è fatto trovare di nuovo impreparato, senza strategie di prevenzione sistemi di sorveglianza adeguati e moderni».

La richiesta di un tavolo di confronto

L’associazione di settore chiede risposte immediate: «Serve una cabina di regia regionale, che coinvolga operatori, consorzi, istituzioni locali, Camera di Commercio, enti culturali e gestori aeroportuali- continua Cicala – Serve un piano operativo strutturato, che parta prima dell’inizio della stagione turistica per costruire un’offerta promozionale credibile e coordinata». Facendosi promotrice, a fine stagione, degli Stati generali del Turismo della Sicilia Occidentale: «Il fascino naturale della Sicilia non basta più – concludono i vertici di Cna Trapani- Il turista oggi è informato, esigente, selettivo. Chiede qualità, accessibilità, servizi e, troppo spesso, trova invece precarietà e improvvisazione». A queste rivendicazioni fa eco la risposta di Airgest, società che gestisce lo scalo aeroportuale di Birgi, presieduta da Salvatore Ombra: «Condividiamo con Cna l’esigenza di una mobilità più efficiente, di un’intermodalità concreta tra i due principali aeroporti siciliani e di un potenziamento delle infrastrutture ferroviarie – afferma Ombra – Allo stesso tempo, è bene ricordare che, insieme alla Regione siciliana, in questi anni abbiamo riportato lo scalo da poche centinaia di migliaia di passeggeri a superare quota un milione, con un lavoro costante di attrazione di nuove rotte e compagnie aeree».

Le risposte della governance dell’aeroporto di Trapani-Birgi

«Il turismo è un ecosistema complesso: servono infrastrutture, ma anche un territorio competitivo e attrattivo – continua Ombra – Credo sia fondamentale continuare a investire sulla qualità dell’offerta e mantenere un equilibrio nei prezzi praticati ai turisti, così da non scoraggiarli a visitare i nostri territori». Fattori e possibili soluzioni da discutere intorno a un tavolo, anche secondo il presidente di Airgest. Che fa eco a Cna: «Auspichiamo la convocazione degli Stati generali del Turismo per la Sicilia occidentale. Sarebbe l’occasione per analizzare criticità e opportunità, mettendo in rete operatori, istituzioni e imprese, per valorizzare le bellezze del nostro territorio e far crescere in maniera sostenibile il flusso turistico». E a proposito di numeri, Ombra commenta a MeridioNews: «Registriamo un calo, rispetto allo scorso anno, per la riduzione delle rotte, influenzato anche dal rallentamento del turismo in Sicilia occidentale – spiega – Siamo ottimisti per un recupero già dalla stagione invernale, grazie alla cancellazione dell’addizionale comunale sul costo biglietti aerei per gli aeroporti siciliani sotto i cinque milioni di passeggeri, da noi caldeggiata e resa possibile dall’impegno della Regione siciliana».


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