Turismo: l’Emilia Romagna spende un sesto della Sicilia e ospita un numero di turisti tre volte superiore a quella della nostra Isola…

Sono sconfortanti – anzi PROVOCATORI nella loro esattezza – i dati, diffusi recentemente dalla CONFARTIGIANATO, sul bilancio della autopromozione nelle varie regioni esistenti nell’ambito del territorio della Repubblica italiana, tenendo conto delle presenze turistiche e delle relative spese, con riferimento al triennio 2009-2011.

Per andare al “dunque”, la Regione Siciliana, nel suddetto triennio, ha investito (leggi: “SPESO”) mediamente 126 milioni e mezzo l’anno (cioè 9,2 euro per ciascuna presenza turistica), per una quantità media annua complessiva di turisti di 13.775.092.

Mentre – per portare un esempio – la Regione Emilia-Romagna ha speso in promozione turistica appena 56,9 milioni l’anno (e quindi un euro e cinquanta centesimi per singolo turista) ed ha registrato ben 38.160.982 presenze turistiche.

In sostanza: la Regione Emilia-Romagna ha speso appena un sesto di quello che ha speso la Regione Siciliana ed ha “INCASSATO” un numero complessivo di turisti quasi tre volte maggiore di quello della Sicilia. Vergogna!

La vergogna continua se consideriamo che il flusso annuo di turisti ospiti dell’Isola di MALTA è pressappoco uguale a quello della Sicilia.

In proporzione la Sicilia avrebbe dovuto avere – e dovrebbe avere – più di 100 milioni di turisti l’anno, come l’FNS “Sicilia Indipendente” denunzia, ininterrottamente, da almeno venti anni a questa parte.

Analogo discorso vale per le Isole BALEARI, che nel mercato del Turismo hanno più successo della Sicilia, con una “OFFERTA” – lo diciamo conrispetto – certamente di minore portata.

Di chi le responsabilità? Innanzitutto della “MALA-POLITICA” basata sul clientelismo, sulla lottizzazione, sul voto di scambio e sull’asservimento ad interessi INCONFESSABILI, interni ed esterni alla Sicilia!

Seguono a ruota la “MALA-AMMINISTRAZIONE” e le carenze di “stile” e di professionalità, sulle quali si dovrebbero fare VERIFICHE dal 1947 ad oggi.

Negativa, ovviamente, è pure la TOLLERANZA verso gli sprechi; verso le “missioni” pletoriche all’estero degli addetti al lavori e non; verso iniziative improprie ed inconcludenti ai fini del richiamo turistico.

Come fattore negativo (che non va inteso come “ultimo”), va considerata la pressoché totale mancanza della cultura della SICILIANITA’. Addirittura è avvenuto che la cultura della SICILIANITA’ sia stata sostituita dalla cultura (e dagli obiettivi) dell’ “ANTI-SICILIA”. Il tutto con risultati disastrosi all’insegna del grido di battaglia: SICILIA DELENDA EST!

Inutile, quindi, piangersi addosso. Occorre cambiare sistema. Come, del resto, si potrebbe conquistare il mercato del Turismo internazionale continuando a rinnegare la sicilianità e sostenendo che la Sicilia non esiste? O continuando (ed è solo un esempio) a RINUNZIARE ai CASINO’ per agevolare i monopoli esistenti del Nord Italia?

Come si può cambiare governanti, mentalità e metodi senza una RIVOLUZIONE CULTURALE adeguata e finalizzata a risolvere i problemi che sono propri della Sicilia? Insomma: è l’ora che il POPOLO SICILIANO si svegli!

Non dimentichiamo, infine, che le potenzialità turistiche della Sicilia, da sole, darebbero una miriade di posti di lavoro qualificato e rimetterebbero in moto l’economia siciliana ad ogni livello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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