Turismo, le polemiche sul logo scelto dalla Regione «Nessun plagio. Io amico dell’assessore? Come tanti»

«Semplice non significa elementare, chi ha lavorato a quel logo ci ha messo passione e competenza». Antonio Carbone, amministratore dell’agenzia di comunicazione World 2.0, non ci sta a passare per quello che copia. L’accusa, più o meno diretta, è arrivata subito dopo la presentazione di Sicilia – Your happy Island, il logo che la Regione Siciliana ha scelto per rilanciare l’immagine dell’isola in un momento in cui la stagione turistica ha bisogno più che mai di un sostegno. D’altronde, per quanto il lockdown sia ufficialmente finito e gli spostamenti tra le regioni nuovamente consentiti, resta ancora da capire in che misura gli italiani (e ancor di più gli stranieri) decideranno di viaggiare per il Paese nei prossimi mesi. E il discorso vale anche per la Sicilia, nonostante i dati decisamente confortanti sull’evoluzione dell’epidemia di Covid-19.

L’agenzia di Carbone, a inizio aprile, è stata individuata dal dipartimento al Turismo per confezionare una campagna promozionale su internet, comprensiva di video, servizio traduzione dei testi e, per l’appunto, un logo. Che per alcuni è eccessivamente simile ad altri che circolano in rete: tanto nella grafica, quanto nei colori scelti. C’è chi sostiene sia pressoché uguale a quello di Expo 2015 e chi tira in ballo il logo di Ebay o la scelta stilistica fatta negli anni scorsi dalla Regione Sardegna. «Avevamo bisogno di mandare un messaggio brioso, di non difficile comprensione in un momento non semplice per nessuno. Di certo non abbiamo voluto copiare nessuno – spiega Carbone -. Abbiamo presentato una rosa di proposte e la Regione ha scelto questa. Quante di preciso? Su due piedi non glielo so dire».

In meno di ventiquattro ore, le scarpe dell’imprenditore etneo si sono riempite di sassolini.  «Non è stato un affidamento diretto, questo va chiarito», tiene a specificare a MeridioNews Carbone, che in passato ha lavorato come responsabile marketing del Catania Calcio. La puntualizzazione è corretta: nel decreto con cui la Regione ha impegnato oltre 29mila euro, comprensivi di Iva, si specifica che la scelta è avvenuta selezionando la World 2.0 sul Mepa, il mercato elettronico della pubblica amministrazione. Da Palermo è partita quella che in gergo viene chiamata una Rdo, ovvero una richiesta di offerta a un operatore economico ritenuto adeguato a soddisfare la domanda. Offerta che per la Regione è stata ritenuta congrua. 

Nello specifico l’agenzia dovrà occuparsi del coordinamento della campagna per tre mesi, dello studio dei canali in cui i messaggi promozionare saranno trasmessi, oltre che di una dozzina di immagini e della realizzazione di cinque spot in italiano e in inglese che dovranno sottolineare i punti di forza della Sicilia, tra natura, cultura e buon cibo. «Spiace vedere che ogni cosa venga strumentalizzata per fini politici – continua Carbone -. Posso dire che i ragazzi che hanno lavorato a questa campagna, in condizioni peraltro non semplici per via del distanziamento sociale, ci sono rimasti male nell’assistere a queste reazioni».

Di reazioni, invece, Carbone non ne ha quando, a proposito di rapporti con la politica, si fa cenno all’amicizia con l’assessore al Turismo Manlio Messina. Con cui ha mantenuto i rapporti anche durante la pandemia, usando, come un po’ tutti, le opportunità offerte dalla tecnologia. A testimoniarlo uno screenshot di una videochiamata di gruppo in cui Carbone e Messina partecipano con le proprie famiglie. «Non ricordo questo fatto, ma è possibile. In ogni caso si tratta di un fatto privato, che nulla ha a che vedere con i rispettivi lavori. Lavoriamo nel settore da quindici anni – replica l’imprenditore -. Se poi mi si chiede se sono amico dell’assessore, rispondo: chi a Catania non è amico di Manlio Messina?».


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