Trapani, sequestro di beni per un gioielliere L’accusa: avrebbe legami con la criminalità organizzata

Per gli inquirenti Marcello Tumminia, 52 anni, gioielliere a Trapani avrebbe legami con la criminalità organizzata. Questo è il motivo per il quale gli uomini della Guardia di Finanza di Trapani hanno disposto il sequestro di beni immobili, conti correnti, automobili e la stessa gioielleria che ha sede in corso Vittorio Emanuele. 

Il sequestro dei beni a carico del gioielliere – che è stato disposto in esecuzione a un provvedimento adottato della Sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Trapani – riguarda centinaia di migliaia di euro e anche abitazioni ad Erice e San Vito Lo Capo che farebbero capo all’imprenditore e ai suoi familiari.  

I magistrati della Procura trapanese hanno anche proposto Tumminia per la sorveglianza speciale. Il motivo è sempre lo stesso: i suoi presunti legami con la criminalità organizzata. 

Tumminia, originario di Palermo, in passato, è stato condannato per associazione a delinquere finalizzata a una serie di truffe. Avrebbe avuto guai con la giustizia anche per usura, ricettazione, violazione delle norme in materia creditizia, estorsione, favoreggiamento e simulazione di reato. Le cronache ricordano che, nel 2010, era finito agli arresti nell’ambito dell’operazione Golden Award. Una vicenda che aveva coinvolto altri gioiellieri trapanesi.

Sempre secondo gli inquirenti – che si sono avvalsi delle indagini condotte dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza – in un locale attiguo alla gioielleria intestato alla moglie di Tumminia si sarebbero svolte riunioni con altri criminali. Il sequestro eseguito, del valore di  


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