Un oroscopo, quello della settimana dall’11 al 17 maggio 2026, che vede tutto lo zodiaco animato dalla Luna. Che sembra parlare la lingua della concretezza. Vediamo come, segno per segno, nell’approfondimento della nostra rubrica zodiacale. Ariete Il cielo, per voi Ariete, in questa settimana dall’11 maggio segna quell’ascesa tanto cercata dai pianeti: con un oroscopo […]
Teatro Jolly, incontro con Claudio Ambrosetti
Incontro di chiusura, domani pomeriggio presso il teatro Jolly (alle 17.30), per lo stage promozionale sul corso di teatro dell’attore e regista palermitano Claudio Ambrosetti.
Claudio AmbrosettiLo stage di domani conclude un percorso introduttivo e propedeutico in quattro incontri dove sono state affrontate diverse tematiche inerenti a recitazione e lettura.
Gli argomenti trattati sono stati: Sottotesto e improvvisazione, Lettura interpretata e movimento scenico, Reading e recitazione, e la lezione conclusiva di domani, nella quale avverrà una selezione per partecipare ai corsi organizzati in collaborazione con Cinemasud.
Così Claudio Ambrosetti sul teatro: “In una società massmediale come quella del ventunesimo secolo, il Teatro rimane l’ultimo approccio di comunicazione reale tra attore e pubblico per la sua irripetibilità e non riconducibilità a un fenomeno seriale.
Esiste una specificità teatrale? Nel XX secolo il grande schermo inferse un colpo al teatro quasi fino a soppiantarlo almeno dal punto di vista della popolarità. La capacità del cinema di proporsi come grande evento, la sua spettacolarità, durò a lungo finché la capillarità della televisione che si insinuava progressivamente tra le mura domestiche fini per sottrargli spazi e fette di pubblico significativi.
Claudio Ambrosetti e Patrizia d’Antona in “Il cavaliere bizzarro” nell’allestimento di Claudio Collovà (anni ’80).Il teatro continua lattore regista palermitano passò in secondo piano e la disputa tra cinema e televisione prese campo. Nonostante ciò, il teatro non morì né si può dire sia morto. Certo il pubblico degli spettacoli teatrali registrò un calo assai significativo, e chi non si rassegnò a cedere le armi, tutti quegli artisti dotati di un patrimonio di strumentazione legato alla forma artigianale del teatro si trovarono e si trovano a combattere una battaglia immane. Così il “Teatro Obbligatorio” diventa una metafora di un dovere di umanità a cui nessuno dovrebbe sottrarsi.”